Canali di informazione moderni? Pasolini aveva previsto tutto

Era la fine degli anni sessanta quando un geniale precursore si esprimeva, nei riguardi della televisione e della stampa, con queste parole:

Tutto viene presentato come dentro un involucro protettore col distacco ed il tono didascalico di cui si discute di qualcosa già accaduta.. da poco magari, ma accaduta; che l’occhio del saggio, o chi per lui, contempla nella sua rassicurante oggettività, nel meccanismo che quasi serenamente e senza difficoltà reali, l’ha prodotta.
In realtà: nulla di sostanziale divide i comunicati della televisione da quelli della analoga comunicazione radiofonica fascista! L’importante è una sola cosa: che non trapeli nulla, mai, di men che rassicurante.
L’ideale piccolo-borghese di vita tranquilla e perbene; “le famiglie giuste non devono avere disgrazie..”
Si proietta come una specie di furia implacabile in tutti i programmi televisivi e in ogni piega di essi.
Tutto ciò esclude i telespettatori da ogni partecipazione politica come al tempo fascista! C’è chi pensa per loro! E si tratta di uomini senza macchia, senza paura e senza difficoltà, neanche casuali e corporee.
Da tutto ciò nasce un clima di terrore; io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori degli intervistati ufficiali..
Non va pronunciata un parola di scandalo; praticamente non può essere pronunciata una parola, in qualche modo, “vera”.

GER

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