Viareggio, GPL express: ultima fermata

La notte tra il 29 e 30 giugno un treno merci è deragliato nei pressi della stazione ferroviaria di Viareggio, una località turistica sulla costa tirrenica in Toscana. Il treno merci trasportava alcuni carri-cisterna carichi di Gpl (gas di petrolio liquefatto). Secondo il quotidiano “il Corriere della Sera” al momento il risultato della tragedia è  di 14 persone perite, tra cui due bambini, 4 disperse e circa 30 feriti; quasi un migliaio gli evacuati dall’area interessata. Due case vicine sono andate distrutte e decine di automobili bruciate.

La tragedia si è verificata nel centro della città. I macchinisti sono salvi per miracolo ed han riportato solo lievi ferite. Quando il treno è deragliato la fuoriuscita di gas da una delle 14 cisterne è stata la causa dell’esplosione. I vigili del fuoco sono intervenuti con quaranta minuti di ritardo e per evitare nuove esplosioni di fretta stanno svuotando i rimanenti serbatoi.

Tra le vittime anche un diciassettenne immigrato dal Marocco, morto per salvare sua sorella più piccola dalle fiamme. Come un terremoto, la guerra, Pompei, così i testimoni descrivono la scena apocalittica vissuta ieri notte. Degli oltre 700 sfollati buona parte si sono rifugiati da parenti e dei circa 300 restanti si prende cura l’amministrazione comunale e la protezione civile impiegando alcune strutture alberghiere ed avendo allestito alcune tende da campo.

Grazie alla tempestiva reazione del capo stazione, s’è evitato un ulteriore disastro: a pochi minuti dal merci stavano per transitare altri due treni passeggeri.

Aperta un’inchiesta dalla procura i delitti ipotizzati, nel quadro dell’incidente ferroviario, omicidio colposo plurimo ed incendio colposo involontaria. Istituiti anche due giorni di lutto cittadino.

Le autorità italiane dovrebbero chiedersi cosa sarebbe stato se le cisterne di quel treno merci trasportavano sostanze chimico-tossiche o scorie nucleari?

KOS

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