Anniversario della guerra russo-georgiana in Ossezia del Sud. 08.08.08

I media e l’anniversario
Ieri, 8 agosto 2009, era l’anniversario della guerra russo-georgiana in Ossezia del Sud e noi, di Mass Medium Blog su San Pietroburgo, abbiamo osservato stampa e media russi, italiani ed esteri come hanno affrontato il delicato argomento. A distanza di un anno dai tragici eventi ci saremmo aspettati di veder finalmente scritta la verità sul barbaro massacro portato a termine dagli aggressori di una popolazione inerme e disarmata quali gli osseti.

I media russi cercano di titolarla in modo diverso, per esempio, “l’aggressione della Georgia” o “il conflitto fra Georgia e Ossezia del Sud” ed evitano la parola Russia, poiché ancora tentano di far capire e dimostrare alla comunità internazionale che la Russia non c’entra niente, ma che in realtà fu la Georgia ad iniziare il conflitto; questa è la verità.

Ma l’occidente crede con difficoltà alla pericolosa grande Russia (pericolosa nel senso di come vogliono spesso farla apparire) e dell’anniversario della guerra i mass media stranieri non ne parlano quasi per niente, omettendo così gli errori dello scorso anno; dall’otto agosto 2008 iniziarono a mentire, fornendo false informazioni, immagini e video. L’agenzia di stampa britannica Reuters addirittura inscenava alcune fotografie della guerra, diffondendo immagini girate in uno scenario ben differente da quello reale di dove si stava consumando un eccidio di civili, per mano dei militari della Georgia appoggiati in questo da forze straniere; americani sì, ma anche europee!

Ieri, 8 agosto 2009, i media russi han ricordato gli eventi passati; rammentando su come i loro corrispondenti, già il 7 di agosto 2008, inviavano comunicazioni dalla Georgia sui movimenti delle truppe georgiane verso l’Ossezia del Sud. Allo stesso tempo il leader georgiano Mikheil Saakashvili accusava, inscenando una farsa televisiva, gli osseti di provocazioni offrendo loro l’amnistia; nella trasmissione tv il capo di stato, Saakashvili, era seduto al centro di due bandiere, da un lato quelle georgiane e dall’altro quella dell’Unione Europea!

Saakashvili 300x260 Anniversario della guerra russo georgiana in Ossezia del Sud. 08.08.08

Saakashvili Саакашвили

L’agenzia di stampa Interfax pubblica ieri la cronologia delle comunicazioni nel mese di agosto 2008, per ricordare ancora chi in verità iniziò la guerra. Chissà se i lettori han dimenticato? Non è uno scherzo. Un corrispondente militare del quotidiano Izvestia nella sua ultima pubblicazione si ricorda di una disputa dei residenti di Tskhinvali, che ha sentito nel corso della sua recente visita in Ossezia del Sud:
– I georgiani dicono che la Russia ha iniziato la guerra, forse è davvero così? Son troppo convincenti i fatti che raccontano. – Ma che dici? – grida la padrona di casa alla sua vicina osseta. – Hai perso la memoria? Hai dimenticato come dalla paura ce la facevamo addosso nel sotterraneo? Hai dimenticato come il carro armato georgiano distrusse la tua casa?

I Presidenti della Russia e della Georgia e l’anniversario
Ieri il Presidente russo Dmitriy Medvedev si è riunito a Vladikavkaz con i residenti dell’Ossezia del Sud osservando: “La Russia ha ragione sia del punto di vista legale, sia etico e morale; la Russia non mette alla pari il regime imposto da Saakashvili ed il popolo georgiano, con cui intende ripristinare e sviluppare le relazioni“.

Saakashvili invece, in un inglese pronunciato meglio che il georgiano, fa discorsi davanti alle telecamere e per qualche ragione a noi non nota spesso ancora è visibile dietro le sue spalle la bandiera dell’Unione Europea.

In verità
Nel 2007 Saakashvili, presidente della Georgia, commissionò ad alcune compagnie israeliane, specializzate nella sicurezza, un migliaio di consulenti militari per addestrare le forze armate georgiane in tattiche da combattimento. Da Israele arrivarono a Tbilisi supporti per l’intelligence militare e sulla sicurezza.

Quindi dietro all’attacco georgiano in Ossezia si muoveva, tra l’altro, l’intelligence israeliana. Proprio in quel periodo Mosca aveva ripetutamente chiesto a Gerusalemme di cessare l’assistenza militare alla Georgia, cosa che ha messo in crisi le relazioni diplomatiche tra la Russia ed Israele.

Ma quali interessi può avere Israele da quelle parti? E’ abbastanza semplice: dal Mar Caspio parte il secondo oleodotto più lungo del mondo, chiamato BTCBaku-Tbilisi-Ceyhan. Nel maggio 2005 da Baku han cominciato a pompare petrolio che, dopo un viaggio lungo 1768 km, arriva in un porto a sud-est della costa mediterranea turca. Da lì ad Haifa l’oro nero è separato da un breve tratto di mare e poiché, in precedenza, Putin aveva rifiutato di portare il gas agli israeliani, l’indipendenza della Georgia è una chiave fondamentale nella sopravvivenza in sicurezza di questo oleodotto che bypassa completamente i territori russi.

L’altro motivo è Nabucco, gasdotto voluto dall’imperialismo americano e, ovviamente, fuori dal controllo dei russi. Proprio per questo erano presenti anche assistenti americani ed europei in Georgia, da qui si comprende perché i media occidentali abbiano fatto propaganda anti Russia. Il gas sarà la fonte energetica dei prossimi 200 anni, così affermano gli studi sulle future fonti energetiche portati a termine in America; quindi è ovvio che gli americani, seguendo il perenne istinto imperialista, devono metterci mano ed averne il controllo, possibilmente non in partnership con i russi.

Il sistema si basa sempre sul solito “copione” collaudato: indebitare lo stato di interesse facendolo cadere in qualche guerra, far si che si instauri un regime retto da un governo filo americano ed un presidente “fantoccio”; Saakashvili è perfetto in questa parte! Adesso, sapendo del Nabucco, capiamo perché l’Europa non ha detto nulla riguardo al fatto che un “pazzo genocida” di nome Mikheil Saakashvili usi la bandiera europea nei comizi e nelle sue farse televisive.

Ieri era l’anniversario della guerra russo-georgiana e nella politica internazionale nessuno s’è occupato della gente comune e umile; degli osseti! Tskhinvali non è ancora stata ricostruita, nonostante il fatto che la Russia (e solo la Russia!) abbia contribuito al ripristino dell’Ossezia del Sud con più di 10 miliardi di rubli (circa 222 milioni di euro). Fino ad oggi le case ricostruite sono di coloro che hanno potuto farlo grazie ai propri risparmi. Il resto della popolazione rimane in totale disagio; molte zone sono senza luce e l’acqua viene erogata solo per 2 ore al giorno.

La chiesa e l’anniversario
Per l’anniversario della guerra russo-georgiana le parole le più sagge si sono udite per bocca del patriarca Kirill: “Un anno fa a seguito dell’aggressione scatenata dalla mal volontà politica, un grande numero di persone nell’Ossezia del Sud, nella Russia e nella Georgia persero i loro figli, i propri cari. Ciò che è successo è la tragedia di tre popoli ortodossi e per questo fraterni“.

KOS

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