Intellettuali italiani contro Berlusconi: Che cosa accomuna Umberto Eco e Adriano Celentano?

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Decine di migliaia di italiani, tra i quali molti personaggi noti, agiscono in difesa della libertà di stampa minacciata dal primo ministro italiano Silvio Berlusconi. Tutti hanno sottoscritto un appello proposto dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky pubblicato dal quotidiano Repubblica ove vengono mosse critiche nei confronti del presidente del consiglio.

Il fatto sta che Silvio Berlusconi ha denunciato Repubblica per dieci domande che il quotidiano da mesi gli sottopone ma alle quali lui non ha dato alcuna risposta. Inoltre, il premier, chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo Editoriale L’Espresso.

Ecco le dieci domande oggetto della citazione del giornale Repubblica in tribunale:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

2. Qual’è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?

3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano “papi”?

4. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute? Se non lo sapeva, è in grado di assicurare che quegli incontri non l’abbiano resa vulnerabile, cioè ricattabile – come le registrazioni di Patrizia d’Addario e le foto di Barbara Montereale dimostrano?

5. E’ capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?

6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?

7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?

8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E, se lo esclude, ritiene che una persona che l’opinione comune considera inadatta al Quirinale, possa adempiere alla funzione di presidente del consiglio?

9. Lei ha parlato di un “progetto eversivo” che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?

10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?

Sembra che oggi tutta Italia si è attivata ed in molti esprimono il proprio sdegno: giornalisti, architetti, attori, scrittori, redattori, registi, pittori, direttori d’orchestra, cantanti e anche velisti. Fra loro ci sono nomi di fama mondiale come Umberto Eco, Dario Fo, Andrea Camilleri, Bernardo Bertolucci, Roberto Benigni, Liliana Cavani, Roberto Saviano; non ne è rimasto fuori Adriano Celentano, amato in Russia, e neanche sua moglie Claudia Mori.

Il perspicace Umberto Eco ha dichiarato: “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie robuste non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla“.

La libertà della stampa sulla mappa geografica secondo i dati dell’organizzazione non governativa americana “Freedom House”.

KOS

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