Italiani a San Pietroburgo: La mostra Marmo di Fabio Viale

Fabio Viale 300x203 Italiani a San Pietroburgo: La mostra Marmo di Fabio Viale

Fabio Viale Фабио Виале

La mostra “Marmo” di Fabio Viale si svolge a San Pietroburgo dal 29 agosto al 16 ottobre. Lo scultore di Torino ha portato nella Venezia del Nord dodici sue opere in marmo di Carrara: Bigbang (un grosso popcorn), Aerei (tanti aeroplanini che sembrano proprio come quelli di carta), Gioconda (pare scolpita nel polistirolo), Infinito (due pneumatici Michelin uniti tra loro), Palloncino (un grande pallone legato a diverse centinaia di metri di corda), Ahgalla (una barca interamente di marmo) e i suoi ripensamenti del David e della Pietà del suo grande connazionale Michelangelo.

Il marmo nelle mani di Fabio Viale diventa gomma, carta, stoffa, schiuma plastica e legno. Il marmo bianco di Carrara si usava molto nella Roma Antica e Michelangelo lo impiegava nelle sue sculture.

Se vi interessa conoscere i dettagli su quella che fu la prima opera in marmo del giovane Fabio Viale, cosa ha significato un anziano antiquario gay nella sua vita, da dove proviene il denaro per le opere create dallo scultore torinese, per quale motivo ha scelto di venire a San Pietroburgo, perché ha tolto Cristo da Maria e molto altro.. le risposte le troverete seguendo questo articolo.

Perché proprio la Neva?
Fabio Viale spiega al giornale italiano La Stampa: “Mi hanno invitato l’anno scorso mentre partecipavo alla Biennale Internazionale Giovane Arte di Mosca: Sono stato contattato dal centro culturale di San Pietroburgo; la responsabile è anche venuta a trovarmi in studio a Torino. Ahgalla II originariamente era destinata a navigare sull’Hudson negli Stati Uniti, la crisi ha bloccato il progetto che poi però è piaciuto ai russi. Ci sono stati problemi soprattutto perché nessuna assicurazione voleva prendersi carico della mia barca sia per il trasporto sia per la performance. Alla fine ci siamo riusciti e Aghalla II è partita su un camion con una scorta armata“.

Negli ultimi giorni della mostra “Marmo”, dal 1 al 16 ottobre, Fabio Viale porterà da Torino 15 pezzi di marmo di Carrara per fare i master class a tutti gli interessati. Dopo che lascerà San Pietroburgo, Fabio Viale nel novembre andrà con le sue opere a Londra, nel mese di dicembre a Miami e all’inizio del 2010 si troverà a New York.

La mostra “Marmo” si svolge ogni giorno dalle ore 12:00 alle 22:00 nel centro culturale di arte moderna Loft Project Etagi, in Ligovsky Prospekt 74, 1 piano. Il biglietto di ingresso costa 100 rubli.

Ma chi è Fabio Viale
Di Fabio Viale si può subito dire che è un coraggioso che crede davvero nelle proprie idee, anche quando sembrano impossibili da realizzare.

Com’è nato Fabio-scultore
Fabio Viale nacque nella provincia di Cuneo 33 anni fa. Faceva il falsario, nel senso che scolpiva statue rivendute da un antiquario napoletano come antiche.

Tutto cominciò al liceo artistico: Vedendo che modellava la creta con facilità, il professore gli mise davanti un sasso di marmo; il giovane Viale lo spaccò e all’interno scoprì una meravigliosa materia bianca, come di cristallo e ne trasse una mano che accarezzava l’intimità di una donna.

In seguito lavora da muratore, sognando Milano perché “a Cuneo non c’era niente, nemmeno il cinema; una situazione agghiacciante che ti fa accumulare una gran voglia di andar via“. Invece l’approdo è all’Accademia Albertina di Torino dove, fra gli insegnanti, non uno che che possa essere un vero maestro. Chi gli insegna il mestiere sono un marmista di Carrara e uno di Torino, di quelli che lavorano anche per i cimiteri. Con loro impara a fare i restauri e i falsi.

La strada al successo
Entra poi in gioco un antiquario gay di Torino che rimane affascinato dal giovane scultore e lo mette in contatto col falsario napoletano. Ma quando il vecchio gay muore per Fabio Viale si apre un nuovo capitolo e conosce il super gallerista newyorchese Sperone. “Finalmente non ho più problemi economici. Per dieci anni ho vissuto con lo stress di non avere mai un becco di un quattrino: Ogni volta che cominciavo un lavoro, rimanevo a secco perché acquistare un blocco di marmo costa anche diecimila euro, ma ora posso fare tutte le sculture che voglio“.

La barca di marmo Ahgalla
Il 28 agosto scorso, a San Pietroburgo, sul terrapieno della Fortezza di Pietro e Paolo è stato varato nelle acque del Neva il lavoro principale di Fabio Viale, cioè la barca di 4 tonnellate fatta di un unico pezzo di marmo; c’erano molti giornalisti e curiosi. Uno spettacolo simile lo si è potuto vedere in Italia un paio di anni fa.

Viale ha creato la sua prima barca di marmo nel 2002, nello Studio Artistico Cave di Michelangelo di Carrara, in Italia e l’ha chiamata “Ahgalla”, cioè l’esclamazione: che sta a galla.

E’ stato il mio primo grande lavoro e l’ho realizzato senza un soldo. Mi era venuta questa idea di far galleggiare un blocco di marmo e sono andato a Carrara, alle cave. Ho semplicemente detto: mi date un blocco di marmo? E non so perché, ma me l’hanno dato. Senza quel lavoro avrei continuato a fare sculturine. Nella vita succedono cose così forti che se le progetti non accadono“, ciò che ha detto Viale nell’intervista rilasciata per la rivista Urban Magazine Italia.

Ahgalla ha navigato solo cinque volte: La prima volta intorno a Carrara nel 2002, poi nel giugno 2003 sul fiume Po a Torino, nel 2004 sul fiume Tevere a Roma, nei pressi del Castello di San Angelo, poi a Milano nel 2005, a New York durante la 52-ma Biennale Arte a Venezia nel 2007.

Quando sei a bordo percepisci la pietra sotto i piedi ed è una sensazione strana: È solida e quindi ti mantiene a galla, ma nello stesso tempo la senti scorrere nell’acqua e pensi che non dovrebbe galleggiare. E poi le vibrazioni del motore, che sembrano spaccare la pietra da un momento all’altro. È un piacere/dispiacere, l’euforia della paura del naufragio. In fondo si parla ancora del Titanic perché è affondato!

Fabio Viale arte, memoria e futuro
Nelle interviste con diversi giornali Viale ha ragionato su vari argomenti. Ha parlato di sé, del suo lavoro, delle sue sculture. Qui abbiamo raccolto in un unico mosaico i commenti dello scultore italiano, con l’obiettivo di riflettere nella massima misura la sua visione del mondo.

Il senso della attivita artistica
Io faccio le cose. Mi piace collegare l’incollegabile! Mi piace scolpire le sculture e guardare ciò che accade con loro. Sono molto felice che ho fatto un lancio della barca a San Pietroburgo, il pubblico russo mi ha incontrato molto bene, non me lo aspettavo” – ha detto Fabio in occasione della presentazione della sua mostra “Marmo”.

Il senso del lavoro è la metamorfosi, la trasformazione di un materiale in qualcosa d’altro. Come la barca di marmo che ho realizzato qualche anno fa: è il simbolo della capacità dell’arte di andare oltre i preconcetti, creare novità e sovvertire le aspettative“.

Opere d’arte e vandalismo: La Pietà
E’ la scultura che si impadronisce di simboli storici della cultura artistica. È stato come staccare pezzi di storia e immedesimarsi nel vandalo che ruba un pezzo di un’opera d’arte famosa. Perché lo fa? Come ricordo o trofeo, o anche per rivenderlo: Ma l’azione è un fatto forte, simbolicamente violento.. Quando la Pietà fu sfregiata da un vandalo il fatto ebbe un richiamo mondiale, e oggi la scultura è esposta dietro a un vetro, come fosse una banca o una tonnellata d’oro. Io ho voluto simulare questa azione forte e impadronirmi in qualche modo dell’arte del passato” – è quel che ha detto Viale nell’intervista con la rivista ArtKey Magazine.

In quel lavoro mi appropriavo di un simbolo fortissimo, quello religioso del Cristo. Ma non è stata un’operazione blasfema, al contrario, nel mio gesto non c’era nulla di sacrilego. Le opere di questa mostra sono state esposte anche all’estero, in fiera a Berlino e a Parigi, e lì hanno avuto riconoscimenti più forti che in Italia da parte del pubblico. È un’esperienza affascinante vedere le emozioni che le tue opere possono suscitare, anche al di là delle tue aspettative.. Spesso quello che un artista fa va oltre ciò che lui stesso si immagina..”

Il passato e la memoria
Ma c’è senz’altro un rapporto alla memoria del passato. Ad esempio, ritorniamo alla Pietà: Perché un vandalo danneggia un patrimonio culturale? Quando cadono i regimi la prima cosa che si fa è abbattere simboli, statue e monumenti: La prima cosa da distruggere è la memoria. Anche quando qualcuno decide di rovinarsi la vita attacca la propria memoria, cerca di dimenticare se stesso, la memoria e la coscienza, come quando si fa uso di droghe o alcool“.

Con i miei lavori io ho fatto qualcosa del genere, solo che poi c’è anche il momento della riappropriazione della tradizione. Io ho voluto appropriarmi del concetto della Pietà ed enfatizzarne il simbolo. Michelangelo ha messo un figlio morto nelle braccia della madre, creando un’immagine intensissima e struggente. Ma io gliel’ho addirittura tolto. È un lavoro drammatico, ma profondamente rispettoso“.

Il lavoro e il futuro
Adesso lavoro tantissimo ma lo faccio con maggior serenità. Ho avuto la fortuna di trovare un gallerista appassionato, della Gagliardi Art System di Torino e l’appoggio di Gian Enzo Sperone di New York che mi permettono di realizzare progetti importanti, come questa barca. È il vero salto di qualità perché ora posso pensare soltanto ed esclusivamente al lavoro senza problemi economici. Questo per un artista è il massimo” – lo si legge in un’intervista rilasciata da Viale per il quotidiano “la Stampa“.

Oggi, dal punto di vista professionale, la vita media di un giovane talento arriva intorno ai cinque anni, poi il suo nome spesso scompare.. Io vorrei evitare di entrare in questo meccanismo.. Io ho intenzione di continuare per tutta la vita, quindi non ho fretta! Ora sono in una fase di ricerca. Secondo me poi l’arte dovrebbe arrivare alla gente, come il design e la moda: Certo senza essere popolari o volgari, ma le immagini devono essere forti, non lasciare indifferenti“.

KOS

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