La Governatrice Matviyenko propone di tassare i turisti in visita a San Pietroburgo

30 dicembre 2009
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Biglietto Ermitage билет Эрмитаж

A San Pietroburgo potrebbe essere introdotta una tassa per il soggiorno dei turisti. Questa proposta è stata avanzata dalla Governatrice di San Pietroburgo, Valentina Matviyenko, il 22 dicembre alla riunione della duma cittadina (l’equivalente russo del nostro Consiglio comunale; ndr.). L’importo, non ancora ben definito, dovrebbe essere di massimo 2 euro; secondo la Matviyenko potrebbe aiutare alla tutela del centro storico della Venezia del Nord.
Al momento non si sa come sarà introdotta, cioè come dove e quando i turisti dovranno pagare.

Discriminazione
Bisogna osservare però che una sorta di tassa per gli stranieri esiste già da tempo, i turisti in visita a San Pietroburgo pagano 2-3 volte il prezzo del biglietto regolare (cioè quanto paga un russo) per l’ingresso a musei, cattedrali e teatri. Ecco alcune delle differenze fra i prezzi scontati (riservati ai cittadini russi) e quelli interi, nei posti più visitati della città: al Museo dell’Ermitage 100 / 350 rubli, alla Cattedrale di Sant’Isacco 130 / 320, per il Museo Russo 150 / 350, al Kunstkamera 150 / 250. Invece al Teatro Mariinskiy il prezzo dipende dallo spettacolo, noi abbiamo guardato a caso, giusto per farvi un esempio; l’ingresso all’opera “Le nozze di Figaro” di Mozart, che sarà il prossimo 10 gennaio, nella platea costa 1400 rubli per un russo e 3200 per lo straniero.

A nostro avviso in questo modo viene violato un articolo della Costituzione russa: il paragrafo 2 dell’articolo 19 della Costituzione russa sancisce l’uguaglianza della persona anche per nazionalità, il che significa che tutti gli stranieri debbano, per forza di cose, essere trattati alla pari dei russi; non con prezzi diversi e quindi discriminatori.

C’è inoltre da aggiungere che in Europa e Italia il prezzo del biglietto di ingresso “intero” ai musei è uguale per tutti i turisti a prescindere di quale nazionalità essi siano; pertanto un russo paga lo stesso importo di un cittadino europeo.

È vero però che anche gli europei non riescono a gestire le tariffe ridotte senza fare alcune discriminazione: i giovani russi ed extracomunitari in Italia, per esempio agli scavi aercheologici di Pompei e alla Galleria degli Uffizi, devono pagare il biglietto a tariffa piena non potendo dimostrare il requisito per ottenere quella agevolata. A San Pietroburgo almeno i bambini e gli studenti italiani hanno accesso libero al museo dell’Ermitage ed a prezzo ridotto in altri luoghi; quindi con pari trattamento, senza distinzione di nazionalità.

Sino ad oggi l’incostituzionalità nelle tariffe applicate era probabilmente generata dagli organi di gestione di teatri e museo, non dal Comune di San Pietroburgo; ma se dovesse realmente entrare in vigore la proposta della Governatrice Matviyenko significherebbe che anche la Duma della città non esamina se certe proposte sono in contrasto e inosservanza della Costituzione russa.

In riguardo delle attuali tariffe il museo dell’Ermitage cerca di spiegare l’apparente discriminazione dicendo che i prezzi dei biglietti d’ingresso in verità sono uguali (?) solo che per i cittadini russi esistono delle riduzioni, pertanto i russi hanno la libera scelta di pagare o il prezzo pieno o quello ridotto..
Questa dichiarazione, letta in alcuni quotidiani russi, come ad esempio sul Delovoy Peterburg, lascia pensare che la direzione del museo dell’Ermitage immagina tra i clienti russi ci siano alcuni fessi che preferiscono pagare il biglietto intero.

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Per la Matviyenko oltre a pagare i biglietti di ingresso maggiorati i turisti, quindi anche gli stranieri, dovrebbero pagare una tassa che si giustifica per la salvaguardia dei monumenti. Proviamo però a vedere meglio in realtà chi rovina i monumenti a San Pietroburgo. Di certo in una classifica sui fattori determinanti il primo posto spetterebbe allo smog. Lo straniero effettua pressoché visite guidate ed è controllato a vista dagli organizzatori; e il russo? Tanto per farvi un piccolo e semplice esempio: al museo dell’Ermitage il pavimento è in parquet di legno ed è vistosamente danneggiato, pare abbia il morbillo! Si notano i segni delle migliaia di fossette provocati dai tacchi delle scarpe femminili che ci camminarono in tutti questi anni! E chi, se non la buona parte delle ragazze pietroburghesi, quando visita il museo dell’Ermitage indossa scarpe décolleté e tacco a spillo? Non certo le straniere! Molte ragazze pietroburghesi camminano con quel tipo di calzatura anche in inverno sul ghiaccio e la neve!
Intelligentemente in altri musei (ad esempio il museo-appartamento di Pushkin), oltre al guardaroba è d’obbligo l’uso di un copri scarpa fornito ai visitatori; le famose pianelle.

Arma a doppio taglio
A risolvere il problema si è appena offerto lo stesso museo dell’Ermitage il cui direttore, Mikhail Piotrovskiy, ha annunciato lo scorso 24 dicembre la sua decisione di fare uguali i prezzi d’ingresso per i gruppi stranieri e russi, ciò non tocca gli individuali. Però questa innovazione va a riflettere sui visitatori russi, poiché, secondo Piotrovskiy, ci sono solo due modi per realizzare il progetto: togliere le riduzioni ai cittadini russi, oppure fare la media aritmetica dei prezzi.

Instaurato per i gruppi sicuramente il cambio dei prezzi arriverà a colpire i visitatori individuali; in questo caso il prezzo per i russi aumenterebbe di una somma tra i 125 e 250 rubli. Il giornale Moy rayon inoltre dice che il costo per tutti i visitatori aumenterà fino a 400 rubli.

La parità universale
Bisogna però anche ricordarsi che il reddito medio in Russia e in Italia è ben diverso. Se in Italia la cifra è di 18.900 euro l’anno, in Russia si parla di 180 mila rubli (circa 4.300 euro); cioè la differenza è più di 4 volte. Come allora evitare la discriminazione senza complicare l’accesso ai beni culturali per i cittadini russi? Semplicemente sarebbe meglio decidere un prezzo unico calcolato in base alla “tasca” dei cittadini russi, quindi senza considerare il potere di acquisto dei turisti; inoltre si dovrebbero creare (o perfezionare se già in essere) particolari tariffe, scontate, riservate solo ad una certa fascia di utenza: bambini, studenti, militari, invalidi, pensionati. Queste tariffe dovrebbero poi poter essere applicate per tutti, a prescindere dalla nazionalità e non solamente per i cittadini russi e dell’Unione Europea.

I prezzi bassi nutriranno il desiderio turistico verso San Pietroburgo, città che diventa sempre più popolare. Nell’anno 2009 il museo dell’Ermitage è stato visitato da più di 2 milioni e 300 mila persone. Questo flusso turistico, se paragoniamo con l’Italia, è alla pari con gli scavi archeologici di Pompei e cede solo ai Musei Vaticani. La città di San Pietroburgo è stata visitata da 4 milioni e 800 mila persone, più di Venezia, Firenze e Milano, tranne ovviamente Roma.

GER

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2 Responses to La Governatrice Matviyenko propone di tassare i turisti in visita a San Pietroburgo

  1. Webmaster on 7 febbraio 2011 at 08:28

    Molti di voi – intendo coloro che per qualche ragione sono interessati alla Russia od alla città di San Pietroburgo – avranno probabilmente già letto la notizia del 4 febbraio scorso (diramata in Italia, tra gli altri, anche dall’ICE), riguardante l’introduzione della cosiddetta “Carta dell’Ospite” con la quale, i turisti in arrivo nella Venezia del Nord, potranno usufruire di un programma di sconti per pagare le visite nei centri culturali; come ad esempio l’ingresso di alcuni musei, l’alloggio in strutture ed hotel convenzionati, il trasporto turistico ed altri servizi. La Carta dell’Ospite di San Pietroburgo sarà attiva a partire da marzo 2011; include due gite turistiche per il centro storico e per i fiumi e canali, nonché l’ingresso libero, con priorità di accesso, nei nove musei statali tra cui: La Fortezza di San Pietro e San Paolo, Il Museo Russo, la Chiese del Salvatore sul Sangue Versato e la Cattedrale di Sant’Isacco.

    Sarà quindi San Pietroburgo la prima città di Russia ad introdurre la “Carta dell’Ospite” allineandosi a quel che già avviene in molte altre Capitali europee.

    La nota dell’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero) conclude con le parole di Irina Babyuk (Бабюк Ирина Анатольевна), direttore generale dell’Agenzia per gli investimenti diretti di San Pietroburgo – ovvero sarebbe a dire la ОАО «Санкт-Петербургское агентство прямых инвестиций» – istituita nel 2005 dalla commissione per gli investimenti e progetti strategici del governatorato di San Pietroburgo (учреждено в 2005 году Комитетом по инвестициям и стратегическим проектам Правительства Санкт-Петербурга).

    Rileggiamole: “San Pietroburgo è la prima città in Russia che sta realizzando questo progetto, che permette di rafforzare l’immagine positiva della città come centro turistico, rendere più facile e piacevole la permanenza dei turisti in città e favorire l’inclusione di San Pietroburgo nel circuito europeo dei programmi turistici“.

    Noi del Blog da San Pietroburgo rimaniamo comunque del parere che le priorità per incentivare il turismo nella Capitale nordica, rendendo più piacevole e facile la permanenza dei turisti – se questo è il fine delle strategie messe in atto dai russi – invece che continuare ad usare metodi “alla russa” (po-russki, по-русски).. è di abolire la discriminazione sui prezzi, diversificati per i non residenti e gli stranieri, sui biglietti di ingresso di musei e teatri. Facilitare il pagamento della stupida tassa di 2 rubli giornalieri, dovuta all’atto della registrazione, con il pagamento diretto in ufficio postale, senza quindi dover barcamenarsi per andare allo sportello bancario per pagare l’obolo. Iniziare a rispettare i rapporti di reciprocità sottoscritti con l’Europa in materia di rilascio dei visti, introducendo quindi la possibilità anche per i cittadini russi di poter invitare europei attraverso una semplice lettera scritta su carta libera, non passando per la burocrazia degli uffici Ovir.

  2. Sell Gold Jewelry on 15 dicembre 2011 at 18:54

    Sono molto dispiaciuto che il problema della discriminazione è ancora presente a San Pietroburgo. Si potrebbe pensare che in questa età e del tempo, che sarebbe caduto verso il basso ormai. Is it a good time to sell gold.

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