
Презентация ассоциации в библиотеке Маяковского
Una giovane organizzazione promuove la cultura italiana, insieme ai libri del suo direttore
Dell’associazione culturale italo-slava a San Pietroburgo ne hanno sentito parlare in pochi e probabilmente non è nota neanche in Italia; sarà perché ancora è giovane. L’ha creata un anziano giornalista, mezzo italiano mezzo polacco, Gianni Puccio, che è molto affascinato dalla Russia e della sua cultura.
L’associazione ha deciso di farsi conoscere a San Pietroburgo e Mosca attraverso un concorso. L’associazione culturale italo-slava sta anche preparando la pubblicazione di un dizionario fraseologico; inoltre collabora con la Fondazione Gorbachov.
Gianni Pucci desidera far rinascere la tradizione del lavoro missionario, cioè quando gli allievi e gli studiosi apprendono in stretta vicinanza con l’oggetto del loro interesse, come, per esempio, la lettura di Dante a Ravenna, l’esame della struttura della Basilica di San Pietro direttamente sul luogo, in piazza San Pietro a Città del Vaticano. Tale vicinanza aiuta a meglio comprendere e capire le opere d’arte.
Concorso
Per partecipare al concorso è necessario scrivere in russo un saggio breve su uno dei libri di Gianni Puccio, inviandolo per e-mail entro il prossimo 28 febbraio. Il giornalista italiano ha scritto in tutto quattro libri, tre in russo e uno in italiano che sintetizza i primi tre; per il concorso son stati scelti solo due, tra quelli redatti in lingua russa. L’autore in questi testi considera i legami storici tra Russia e Italia, nonché gli italiani celebri che hanno influenzato i due paesi.
I primi dieci vincitori del concorso andranno a Roma per una settimana nel mese di giugno 2010. Ecco in cosa consiste il premio, che comprende tutte le spese: biglietto aereo di andata e ritorno, visto schengen, alloggio e il programma culturale. Il culmine del viaggio sarà l’incontro con lo scrittore Gianni Puccio, ideatore dell’associazione italo-slava.
Eppure secondo Anna Glotova, rappresentante dell’associazione, criteri precisi per valutare i saggi che giungeranno all’organizzazione ancora non esistono; nemmeno i componenti del comitato di valutazione al momento sono stati scelti.
Presentazione dell’associazione nella biblioteca Mayakovskiy
Il 15 gennaio la biblioteca Mayakovskiy ha invitato l’associazione culturale italo-slava nella sala conferenze per farla conoscere al pubblico di San Pietroburgo.
Interessante è constatare come i numerosi “amanti d’Italia”, che han preso parte ad un gioco a quiz, hanno a gran fatica risposto a due domande sulle quattro proposte; be’, almeno adesso sanno che l’architetto italiano Carlo Rossi nacque a Napoli e che la città di Bari si trova in Puglia.
S’è appreso che la cultura russa era più vicina a loro piuttosto che quella italiana, per questo la risposta alla domanda: “Per cosa è famoso il caffé romano Greco?” la conoscevano in molti, ricordandosi Gogol, che spesso vi sedeva, ideando il suo futuro poema “Le anime morte“. Tra l’altro il caffè Greco lo frequentavano celebri personaggi come Schumann, Liszt, Freud, Byron e Stendhal.
L’ultima domanda era semplice: “Cosa è successo nel 1908 a Messina?”. Che la città siciliana fu colpita dal terremoto e i marinai russi salvarono molti italiani, lo ricordava la maggioranza dei presenti.
Italia, paradiso in terra per un russo
Italiani e russi sono due popoli vicini; Elena Zherikhina, etnografo di San Pietroburgo e redattrice dell’enciclopedia “Tre secoli di San Pietroburgo”, presente alla manifestazione, ha confessato di non aver mai sentito disagio in Italia per via di non conoscere la lingua italiana: “Anche i freddi veneziani mi hanno accolto abbastanza bene; ricordo che un giorno una sconosciuta anziana veneziana mi ha presa sottobraccio e mi ha portato nella basilica, dove ho visto dei dipinti magnifici“.
Elena Zherikhina si e ricordata che con lei a scuola studiava una ragazza di cognome Danini; molte generazioni di italiani vivevano e tutt’oggi vivono in Russia, lasciandosi dietro la loro patria di sole.
San Pietroburgo svolge il ruolo di “punto di concentrazione della cultura italiana. Quanti cortili con le arcate a Pietroburgo ricordano i cortili dei monasteri italiani! E le piazze – i fori romani. Sulla strada Italianskaya si trovano quattro busti degli architetti italiani. Le strade Bolshaya Morskaya e Chaykovskogo sono costruite nello stile del Rinascimento italiano.
Nella casa del barone Kelch, sulla stessa strada Chaykovskogo, dalla magnifica scala di marmo, fatta in stile rinascimentale italiano, si sale fino a raggiungere il dipinto con il golfo di Napoli; questo raffigura tepore, luminoso sogno di sole, calore e incarnazione del paradiso terrestre“.
KOS
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“S’è appreso che la cultura russa era più vicina a loro piuttosto che quella italiana, per questo la risposta alla domanda: “Per cosa è famoso il caffé romano El Greco?” la conoscevano in molti, ricordandosi Gogol, che spesso vi sedeva…”
Meglio tardi che mai: A Roma non c’è il caffè che porta questo nome. Il famoso caffè si chiama “L’Antico Caffè Greco” (spesso è chiamato “Caffè Greco” ma non “El Greco”).
Grazie del suggerimento, Sunny! Provvediamo a correggere. Nello scrivere l’articolo ci eravamo fidati di come lo chiamavano gli stessi organizzatori del quiz, in occasione di quell’incontro con l’Associazione culturale italo-slava.