Russia pronta ad abolire il visto di ingresso. E l’Italia?

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Сергей Лавров Sergey Lavrov

La Russia è pronta per abolire i visti di ingresso necessari ai cittadini dell’UE, ma l’Europa non ha fretta.

Il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha accusato l’Unione europea di passività, e di inventare condizioni artificiali per la transizione a un regime senza visti.

Il 9 marzo 2010 Lavrov ha annunciato che la Russia è pronta ad abolire i visti anche da domani e, se necessario, adottare ulteriori misure concrete che dovrebbero far parte di un regime senza visti.

Lavrov ha detto: “Non c’è nessun ostacolo sul percorso verso un regime senza visti; io vedo la volontà politica di molti membri dell’Unione europea“. Tuttavia, il ministro ha aggiunto: “quando la Russia ha invitato Bruxelles di introdurre delle regole comuni per la concessione di permessi di lavoro, la Commissione europea non ne ha avuto nessun entusiasmo“.

L’Unione europea non è solo passiva sulla questione del regime senza visti, ma anche inventa delle “condizioni artificiali per ritardare una decisione concreta”. Tale condizione artificiale, secondo Lavrov, è l’abolizione della registrazione dei visitatori stranieri in Russia; pero egli ha assicurato: “Noi già ci stiamo occupando di questo problema“.

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L’Unione europea dovrebbe affrettarsi con la decisione, dato che il prossimo incontro UE-Russia si terrà il nelle date 31 maggio – 1 giugno, ad un vertice nella città russa di Rostov na Donu.

L’idea di passare ad un regime senza visti per UE e Russia è apparso nel 2003 al vertice di San Pietroburgo. Per gli europei, sino al 2006, poter soggiornare in Russia un intero anno era molto facile, bastava chiedere il visto business. Poi una commissione europea, presieduta dal ministro Franco Frattini, all’epoca vicepresidente della Commissione europea, si occupò di promuovere un accordo dal fantasioso nome “accordo di facilitazione dei visti tra Unione Europea e Russia“; tale accordo di fatto introdusse un limite di permanenza nella Federazione Russa di massimo 90 giorni su 180. Apportò quindi una complicazione e non le facilitazioni promesse dal suo titolo fuorviante.
Per assurdo proprio il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, promotore del regime di polizia a livello europeo in materia di libera circolazione dei cittadini dell’unione in Russia, in data 8 dicembre 2009 affermava che l’abolizione dei visti è già possibile nel 2010. Il termine è scaduto ma, ovviamente, nulla è stato fatto e le promesse son crollate come un castello di carte.
Il 2 marzo 2010 il presidente Francese Nicolas Sarkozy, a sua volta, ha assicurato di promuovere l’idea dell’abolizione dei visti con la Russia in sede europea. La transizione verso un regime senza visti è sostenuta anche dalla Finlandia.

La mancanza di entusiasmo in Europa è dovuto alla paura dei suoi membri di problemi tecnici sulla strada per l’abolizione dei visti e dell’angoscia di una possibile emigrazione di massa dalla Russia verso l’Unione Europea.

GER

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