Caffe Gelateria Venezia di San Pietroburgo viola norme sanitarie

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Кафе-мороженое Венеция Caffe gelateria Venezia

Non tutto ciò che si vanta d’essere italiano ha la vera qualità italiana; lo dimostra Franco Casadei con il caffe “Gelateria Venezia” di San Pietroburgo.

Leggendo il sito ufficiale dell’amministrazione di San Pietroburgo sono incappato in un rapporto; contiene i risultati di un controllo delle organizzazioni che hanno a che vedere con gli esercizi di somministrazione e vendita di prodotti alimentari. Nella lista dei trasgressori ho notato la famigerata Gelateria Venezia di cui proprietario si proclama essere un italiano, Franco Casadei; tuttavia la qualità è ben lontana dall’essere italiana..

Cercando meglio si scopre che in realtà proprietaria della Gelateria Venezia sia una società dal nome fuorviante “OOO Spazio Moda” della quale rappresentante legale è una russa, Елена Кузнецова, (translitterato in Elena Kuznetsova). Dico fuorviante poiché quella denominazione nulla lascia presagire che si tratti di un’attività legata a gelateria, bar, ristorante o caffe, semmai il nome pare più appropriato ad attività connesse agli accessori moda e di abbigliamento.

Non è tutto oro ciò che luccica
Il controllo si è svolto in tre distretti di San Pietroburgo ed è stato pubblicato, nell’estate del 2009, da Rospotrebnadzor (il servizio federale di controllo nell’ambito della difesa dei diritti dei consumatori); le ispezioni han trovato molte violazioni in materia di manutenzione sanitaria dei locali, delle condizioni di custodia e conservazione dei prodotti, degli esami medici del personale e la mancanza di documentazione. I trasgressori, tra i quali anche il caffe Gelateria Venezia, ovvero la ditta proprietaria, OOO Spazio Moda, sono stati multati.

Traducendo in linguaggio ordinario, diciamo che il gelato italiano che produce la Gelateria Venezia di San Pietroburgo – tanto decantato nella qualità dal suo factotum Franco Casadei, che attraverso televisione e rotocalchi tenta di infondere un’immagine positiva, anche con l’aiuto di alcuni suoi stretti amici italiani – prima del controllo era pericoloso e dannoso al nostro apparato digerente e alla salute; idem per tutto ciò che usciva dalla loro cucina.. e chissà adesso!?
Le scarse condizioni igienico-sanitarie, gli alimenti avariati o comunque che non rispettano gli standard di conservazione, il personale privo di controlli sanitari, tra i quali anche clandestini; tutto questo in Russia! Paese dove non è poi così difficile mantenere regole ordinarie e a norma di igiene nella conduzione di esercizi commerciali di ristorazione; specie poi per un italiano proveniente da una realtà, appunto quella italiana ed europea, ove le disposizioni legislative in questa materia sono assai più severe!

Ecco la qualità del Made in Italy della quale si vantava il factotum Franco Casadei del caffe italiano “Gelateria Venezia” nelle suggestive interviste rilasciate per il quotidiano Delovoy Peterburg e per il canale televisivo 100 TV.. E di coloro, pochi in verità, che tanto ne parlano bene su internet – tre blog e quattro siti – guarda caso entrambi i blog e i siti riconducono poi allo stesso paio di persone, amici dei titolari della Gelateria Venezia. Che dire se non che queste appaiono più recensioni pubblicitarie, sponsorizzazioni pilotate da Casadei.

Tra l’altro, io stesso spesso visitavo il caffe Gelateria Venezia e alcune cose mi hanno veramente disgustato e colpito. Per questo non sono rimasto sorpreso nel leggere la notizia sulla contravvenzione inflitta a quell’esercizio per violazione delle norme sanitarie. Ricordo bene che una delle cameriere aveva l’abitudine di assaggiare il gelato; ne prendeva un po di ogni varietà dalle vaschette con lo stesso cucchiaio (o meglio la si chiama anche palettina) con cui si servono i clienti e se lo leccava con gusto. In aggiunta, sempre questa cameriera, puliva il piccolo angusto bagno del Caffe Venezia senza guanti protettivi per poi tornare a servire i clienti; lo capii poiché in bagno non c’era l’occorrente per la pulizia ma, quando lei ne usciva, tutto era stato messo in ordine. L’ultima cosa che mi ha scioccato erano le condizioni in cui vi lavorava e viveva il cuoco pizzaiolo; invitato a svolgere la professione nella Gelateria Venezia, arrivò a San Pietroburgo dall’Italia e, non avendo un proprio alloggio, dormiva direttamente in un piccolissimo soppalco sopra al bancone del bar.

Delucidazione
Tuttavia non è poi per il comune lettore così facile capire che era la Gelateria Venezia a violare le norme sanitarie, poiché, nell’elenco dei multati, questa figura, per ben 2 volte, sotto la frase “OOO Spazio Moda, Nevskiy Prospekt D. 107”.. e pochi sanno che il proprietario del bar Gelateria Venezia è proprio la OOO Spazio Moda; e al civico numero 107 sulla Nevskiy Prospekt non c’è solo la Gelateria Venezia, ma anche altre società e organizzazioni.

Dispiace inoltre che a San Pietroburgo appaiano persone che insozzano e compromettono l’immagine dell’Italia e della qualità del Made in Italy; meno male che nella Venezia del Nord ci sono altri rappresentanti; mi riferisco a coloro che lavorano onestamente e più degni del loro ruolo di italiani all’estero.

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