Chi è colpevole della morte del Presidente Lech Kaczynski?

4 maggio 2010
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Aeroporto Smolensk Russia 300x170 Chi è colpevole della morte del Presidente Lech Kaczynski?

Аэродром Смоленск-Северный Base aerea di Smolensk

Beppe Grillo sa chi ha ucciso il presidente polacco Lech Kaczynski..

Circola in rete una bufala su come siano andate le cose nella tragedia di Smolensk del 10 aprile 2010; i promotori di questa notizia-bufala mettono in discussione la versione ufficiale delle cause della morte del Presidente polacco Lech Kaczynski e tutti gli occupanti del velivolo Tu-154, nel disastro aereo di Smolensk. Questi russofobi dicono che la verità ufficiale dei fatti sia un falso e che il Presidente polacco Lech Kaczynski, sua moglie Maria e tutti coloro che facevano parte della delegazione che si dirigeva a Katyn siano stati assassinati!

La bufala è supportata da un video di un presunto reporter di nome Adrij Mendierej che sarebbe a sua volta stato assassinato in Ucraina a Kiev, giusto pochi giorni dopo l’incidente aereo che costò la vita all’intera entourage polacca. Stranamente su internet non si trova nessuna informazione su questo giornalista, tranne i riferimenti al video e all’omicidio (sono presenti diversi gruppi su Facebook); singolari anche i suoi velocissimi spostamenti dalla Russia all’Ucraina. E in precedenza a questi episodi non esisteva, o forse non è mai esistito?

I complottisti russofobi affermano, nelle loro brevi note, che in Polonia il “video news” è andato in onda il 22 aprile scorso e parlava di spari filmati appena dopo la caduta dell’aereo presidenziale, ponendo seri dubbi sulla partecipazione del KGB (il KGB non esiste più da tempo, fin dal 1991; ndr) nell’uccisione dei sopravvissuti al disastro. Il filmato, nella sua interezza, è stato messo su Youtube; e pochi giorni dopo il video-reporter sarebbe stato accoltellato e ucciso.

Su Internet si sa, ci sono complottisti e russofobi, ma che questi poi trovino spazio anche in siti autorevoli, come dovrebbe essere il blog di Beppe Grillo, lascia molto perplessi; anche perché è un sito italiano dalla linea anti Berlusconiana – se ricordate Berlusconi sempre parla di amicizia e affetto riguardo la Russia e Vladimir Putin – e si comprende che diffondere questa falsità è un mezzo per attaccare non come solito Berlusconi, ma anche chiunque sia in qualche modo vicino al Premier italiano.

Questo video dimostra che un aereo in fiamme provoca “spari” del tutto simili a quelli di un’arma da fuoco:

Ma cosa accadde all’aeroporto di Smolensk quella mattina?

Leggendo le notizie polacche e raffrontandole con quelle russe la cronologia dei fatti è la seguente:

Per prima cosa c’è da dire che l’aereo Tupolev Tu-154 non è una “bara volante” come più volte affermato da quotidiani e televisioni italiane; è sufficiente leggersi Wikipedia al riguardo di quell’aviogetto. Il Tu-154 presidenziale polacco era da pochi mesi stato riconsegnato dopo una totale revisione ed era in perfette condizioni tecniche e con strumentazione d’avanguardia (aveva ripreso servizio da circa sei mesi ed era a poco più di 135 ore di volo dalla restituzione); inoltre era equipaggiato di un sistema ILS compatibile con lo standard russo presente alla base aerea di Smolensk e il pilota polacco sapeva perfettamente la lingua russa!

Più volte da fonti russe è stato detto che l’aeroporto di Smolensk è nello standard di classe A, e ancora su Wikipedia se ne trova riscontro; è idoneo quindi all’atteraggio di un aereo Tu-154. Potete infatti vedere da foto satellitari che alla base aerea di Smolensk sono presenti velivoli di stazza ben più grande.

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Novanta minuti prima che si avvicinasse l’aereo presidenziale polacco a Smolensk era già atterrato l’altro velivolo, un Yak-40, con a bordo la delegazione di giornalisti per le riprese della commemorazione di Katyn. Il pilota dell’aereo Yak-40 era in contatto radio con il Tu-154 fino a dieci minuti dall’incidente; e lo aveva avvertito delle avverse condizioni meteorologiche e la densa nebbia che copriva l’aeroporto.

La torre di controllo dell’aeroporto sconsigliò l’atterraggio indicando al pilota di dirottare il volo verso Mosca o Minsk, ma questi continuo a provare a scendere sulla pista; il Tu-154 precipitò, dopo 3 tentativi, nella boscaglia paludosa adiacente l’aeroporto. Il punto del primo impatto lo potete vedere indicato da una freccia verde sulla foto seguente; l’aereo, ormai a terra, si schianta appena superata la strada che attraversa quell’area, fermandosi quasi in prossimità della pista di atterraggio.

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Il video-bufala che circola su Youtube è incompleto (della durata di circa un minuto e venticinque secondi), ci sono versioni russe ove si vede la stessa sequenza e l’arrivo degli Omon (è una forza speciale della milizia russa, ben riconoscibili dalla tipica divisa mimetica) per allontanare i numerosi civili e i curiosi videoamatori. La cosa più probabile è che gli spari siano colpi d’arma tirati in aria per convincere curiosi e sciacalli ad andarsene (dal video si comprende che c’erano gruppi di persone intenzionate ad impossessarsi degli oggetti appartenenti l’aereo e i suoi passeggeri); nel velivolo polacco erano certamente presenti armi e munizioni (ovvio che un Presidente si muove con un apparato di scorta armato) che a contatto delle fiamme possono essersi autoinnescate. Come potete vedere dalla foto, tutta la zona e la strada che attraversa quella boscaglia era stata chiusa al traffico e alle persone; addentrarsi in un luogo militare, quando vietato, e specie dopo il disastro aereo di un capo di Stato.. bé gli spari in aria è il minimo dell’accoglienza che si può ricevere per quella violazione.

Del video in questione qualcuno su Youtube ha tradotto le frasi dalla lingua russa – alcune si sentono molto chiare – riportando un’inesatta traduzione in inglese e polacco; questi speculano su affermazioni tipo: “give me the gun” (datemi la pistola) e “don’t kill us” (non uccideteci), ovviamente non veritiere. Invece originariamente in russo si sente: “Давайте нахуй отсюда!” (davayte nakhuy otsyuda!), cioè “portate via il cazzo di qua!” – ovvero, e dallo stesso senso e tenore, “fuori dalle palle!” – e ancora: Идите отсюда! (idite otsyuda!), “andate via!” – o anche “via di qua!” “allontanatevi!” – eв a 44 secondi: “Уходим отсюда, уходим!” (ukhodim otsyuda, ukhodim!) “andiamo via di qui, andiamo!” .. e poi: “Давай сюда, паскуда!” (davai syuda, paskuda!) “vieni qua merdoso! – ovvero il lemma è anche interpretabile in: Dammi qua, schifoso! – Paskuda è un vecchio termine russo in disuso, può significare canagliae anche bastardo, tutto dipende dal contesto in cui vien detto). Ancora a 51 secondi: “Бегите отсюда!” (begite otsyuda!) “veloci, andatevene da qui!” Ed a circa un minuto e 12 secondi il videoamatore dice: “Ни хуя себе!” (ni khuya sebe!), questa è un’esclamazione di stupore simile a dire in italiano “oh che cazzo!” Poi ancora si ascolta: “Все назад, уходим! (vse nazad, ukhodim!) “torniamo indietro, andiamocene!” Ed inoltre “Отец, уходи, все. уходим!” (otets, ukhodi, vse, ukhodim) “babbo va via, piantiamola li, andiamo!” Poi nuovamente l’operatore ha un’esclamazione di stupore al suono di altri spari e ripete: “Ни хуя себе!” (ni khuya sebe!) cioè “oh che cazzo!”
Le frasi scritte in blu sono sicuramente dei militari (presumo si tratti del servizio di emergenza dell’aeroporto e gli Omon), arrivano rivolgendosi così ai civili che erano penetrati dalla via adiacente alla boscaglia e camminavano nel sito del disastro riprendendo video.. ma di sicuro taluni erano intenti nello sciacallaggio; sono in piccoli gruppi e all’arrivo delle forze dell’ordine si dileguano. Della presunta voce che parla in polacco neanche l’ombra! Non so chi sia a diffondere quelle traduzioni infedeli; ma ovviamente si comprende questo sia il piano dei provocatori per alimentare l’odio verso il governo russo. Anche chi ha girato il video parla russo, lo si sente a fine filmato imprecare per lo stupore.

Questo è uno dei video con la fantasiosa analisi, ove la traduzione delle frasi russe è stata palesemente falsificata:

Se proprio volessimo trovare qualcosa che non coincide ed è poco chiaro.. Non vi è notizia di quali erano i politici russi presenti all’aeroporto di Smolensk ad attendere il presidente polacco; forse nessuno era in quella località a presenziare l’arrivo di un capo di Stato. Certamente non Medvedev, né Putin e nemmeno il ministro Lavrov. Perché, sarà giusto una coincidenza?

GER

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