
Ravanelli Redis
Mi domandavo perché in Russia quasi tutto è più caro che in Italia e Unione europea o, comunque, più di quanto dovrebbe teoricamente costare. I carburanti, compresa la benzina, la Russia non li importa ma li produce, giacché la Federazione Russa è uno dei principali paesi mondiali nell’estrazione ed esportazione di petrolio; ma allora perché la benzina in Russia non ha un prezzo simile a quello del Venezuela?
Altri beni di consumo, generi alimentari, abbigliamento, materiale tecnico, idem sono più cari rispetto alla vicina Europa; eppure sino a pochi anni fa’ non era così, ma esattamente il contrario. Ricordo che nel 2004 – 05 beni quali fotocamere, telefoni cellulari, computer e notebook, in Russia, avevano prezzi anche del 30 – 40 percento inferiori rispetto all’Italia.
Ieri ho trovato una risposta molto plausibile; ma non ho capito come sia possibile che le piccole Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands) riescano a fornire la grande Russia di ravanelli.
Eureka
Stavo comperando prodotti in un supermercato di San Pietroburgo e, nel far la spesa, mi è caduto l’occhio sulle piccole confezioni di ravanelli; nell’etichetta leggo che provengono dall’Olanda ma, per qualche motivo particolare, passando per un importatore alle British Virgin Islands. Sarà che l’azienda russa semplicemente evade il fisco? Oppure è l’olandese a gabbare il fisco nei Paesi Bassi?
In Italia questo sistema di triangolazione – intesa come triangolazione dei documenti e non della merce – era in voga più di dieci anni fa’; merci già presenti in territorio italiano, poiché prodotte localmente ovvero direttamente spedite dal fabbricante estero all’importatore italiano, avevano questo strano giro dei documenti.
So che qualche casa della moda molto affermata, come ad esempio la Prada (tanto per NON far nomi), per avere il controllo del mercato cosiddetto parallelo, è attraverso una ditta “offshore” alle British Virgin Islands che vendeva gli ambitissimi portafogli da donna e le borse, fabbricati nel Bel Paese. Clienti di quel sistema di vendita erano i rivenditori non ufficiali; all’epoca li chiamavano Paralleli. Ovviamente il fatturato generato da quelle vendite era totalmente eluso al sistema fiscale italiano; e per questo motivo il mercato parallelo non era poi così “fastidioso” ad alcune case di moda italiane.
Poiché tutto ciò succedeva molti tempo addietro e oggi in Europa e Italia lo sanno anche i muri, immagino non sia l’olandese, così sprovveduto, a usare una vecchia tecnica di evasione fiscale; rischierebbe troppo. Devo quindi dedurre che, quell’antiquato sistema di triangolazione dei documenti, sia stato adottato negli ultimi anni in Russia; chissà, è molto probabile sia recepito dagli imprenditori russi su consiglio di qualche super-esperto di alta finanza..
Pagar le tasse non è vantaggioso
Rientrato a casa, da una veloce ricerca in Rete, scopro così che non solo alcuni prodotti alimentari triangolano alle British Virgin Islands, ma anche il social network Vkontakte è passato dalla proprietà russa a una società con sede in quelle isole.
Adesso inizio a comprendere perché in Russia non si riprende l’agricoltura e l’allevamento del bestiame; con le importazioni di generi alimentari che “documentalmente” transitano per le Isole Vergini Britanniche le compagnie russe riescono a guadagnare molto di più, evadendo facilmente il fisco russo e allo stesso tempo accumulando ricchezze all’estero.
Ecco perché ultimamente qui a San Pietroburgo i nomi dei supermercati si riducono di numero, son sempre meno, concentrandosi in circa sette o otto grandi catene che inaugurano nuovi ipermercati che nascono come funghi dietro ogni angolo; i piccoli invece chiudono o fanno pochi affari.. e certo! Non hanno il conto bancario in Svizzera o a Cipro, e la società “offshore” a Road Town di Tortola nelle Isole Vergini britanniche (British Virgin Islands), e neanche alle isole Cayman.
Come si fa?
Provo a illustrare come funziona una triangolazione documentale, ovviamente nella pratica esisteranno molte varianti. Premetto che non sono a conoscenza dei prezzi all’ingrosso dei ravanelli o di altri beni di consumo, pertanto userò semplici numeri, non rubli o euro, per descrivere un’operazione di quel tipo. Non terrò nanche conto delle spese di gestione che andrebbero detratte dal guadagno lordo per avere il netto ricavo.. non siamo mica commercialisti! E’ solo un esempio.
Fino a qualche anno fa’ una grande catena di supermercati, la chiamerò “Alfa”, comprava ravanelli nel sud della Russia per poi rivenderli alla propria clientela, molto numerosa, di San Pietroburgo; acquistava al prezzo 3 e vendeva per 8; risultato era un guadagno di 5, depositato in una banca russa e sul quale pagava le tasse. Un bel dì Alfa si presenta in ufficio dal proprio commercialista consulente finanziario lamentando di pagare troppe tasse e di raccogliere ricchezze in Russia, nelle banche russe; ma non si fida, vorrebbe diversificare, per non rischiare.. è così che il consulente propone ad Alfa un escamotage. Senza farlo partire, mandandolo per qualche tempo in giro per il mondo, gli apre una società alle British Virgin Islands di nome “Beta” e un conto bancario nell’isola di Cipro, tutto avviene comodamente dal suo ufficio; e poi gli spiega: Da domani inizierai a comperare i ravanelli nei Paesi Bassi dalla ditta Gamma che spedirà la merce direttamente a San Pietroburgo. La Gamma però, documentalmente, in verità venderà i ravanelli alla Beta a prezzo 3, e Beta venderà a sua volta ad Alfa a 6.
Risultato sarà che Alfa, da quel momento, compra a 6 e non più a 3. Inoltre la ditta Beta, che alle British Virgin Islands praticamente non paga tasse, accumulerà nel conto bancario a Cipro tutto il guadagno, ammontante a 3 “esentasse”. L’azienda Alfa, da domani, pagherà tasse in Russia non più sul valore 5 bensì su 2.
La domanda che sorge spontanea è:
Se la società che compera con questo sistema ha un unico proprietario, ovviamente, questo dovrebbe essere colui che ottiene i frutti; altrimenti la variante, a dir il vero poco credibile, sarebbe quella del padrone di un impresa ignaro che alcuni suoi subalterni si arricchiscono alle sue spalle. Ma quando invece la compagine sociale di una compagnia dedita a queste operazioni è molto ampia, cioè composta da molti soci, saranno tutti a conoscenza di queste “gabole” finanziarie, e della raccolta di denaro all’estero? Altrimenti chi tra loro ne trae profitto? In questo caso potrebbe anche essere che parte dei soci vedono solo i rendiconti dell’impresa russa in Russia, ignari delle provviste di denaro accumulate all’estero.
Come dobbiamo comportarci
Il consumatore, inteso per quei cittadini che davvero si sentono dallo spirito patriottico, dovrebbe evitare l’acquisto di beni di consumo provenienti nella Federazione Russa con questa tipologia di triangolazioni commerciali. Semplicemente boicottando quei prodotti, lasciandoli negli scaffali dei supermercati e rivolgendosi a quelli alternativi; prodotti in Russia o importati regolarmente da imprenditori onesti.
GER
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Да, наша страна всячески пытается закрутить “гайки”, но умные бизнесмены находят все новые и новые лазейки.