Russia e Italia: AIDS e HIV positivi in aumento

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AIDS Map СПИД

Russia, San Pietroburgo e regione di Leningrado
E’ allarme a San Pietroburgo, la città di Pietro il Grande nel 2009 si trova tra le cinque metropoli russe con il maggiore tasso di persone colpite dal virus HIV.

Il numero totale dei casi affetti da HIV a San Pietroburgo, nel mese di giugno 2009, secondo il Centro Federale per l’AIDS, è di quasi 40 mila persone (0,9%); ma in realtà, a detta dei medici, il loro numero effettivo sarebbe 3-4 volte superiore!

Nella regione di Leningrado si contano circa 15 mila casi. Il tasso di HIV positivi nella fascia di età tra i 15 ed i 49 anni, qui a San Pietroburgo, è quindi il doppio della media nazionale e si attesta sul valore di 1,2%.

A San Pietroburgo l’aumento delle mortalità iniziato nel 2006, per cause dovute all’AIDS, continua ad essere in costante crescita; ad inizio 2009 si registrano 3271 decessi. Le cause principali di morte per AIDS sono la tubercolosi e l’epatite virale cronica in combinazione con il virus HIV. Ogni anno nella città di San Pietroburgo nascono 600-700 bambini già affetti dal virus HIV.

Italia Russia
In Italia sono stati notificati nel 2008 oltre 1200 nuovi casi di AIDS, con 1679 diagnosi di HIV registrate nel 2007 ed un tasso di incidenza sulla popolazione pari a 6 casi ogni 100 mila abitanti; così dice l’ultimo rapporto del Centro Operativo anti-AIDS (Coa) dell’ISS (Istituto superiore di Sanità). Secondo le stime oggi in Italia vivono 151 mila persone (0,25%) con HIV ed AIDS. In Russia detta stima è di 460 mila (0,33%).

Dal 1996 al 2008 in Italia è praticamente triplicata la quota di persone che scoprono molto tardi di essere infette. Un quarto delle persone sieropositive non sa di esserlo e più della metà delle persone con una nuova diagnosi di AIDS ignorava la propria sieropositività.

Ed è proprio la porzione delle donne con positività HIV ed AIDS quella più cresciuta negli anni: se nel 1985 c’era un caso di HIV femminile ogni 3,5 casi maschili, il rapporto nel 2007 è sceso a 2,5. L’HIV-AIDS che una volta era la malattia dei tossicodipendenti e, in un certo senso, di chi viveva ai margini della società, oggi è prevalentemente la malattia di chi ha una vita sessuale attiva e, in special modo, eterosessuale.

La proporzione dei malati tossicodipendenti è, infatti, diminuita dal 69% nel 1985 all’8,6% nel 2007; mentre i casi attribuibili a trasmissione sessuale (etero e omosessuale), nello stesso periodo, sono passati dal 13,3% al 73,7%, con un particolare aumento dei casi di contagio tra eterosessuali che oggi sono il doppio di quelli tra omo e bisessuali.

Da sottolineare, inoltre, che la quota di stranieri in Italia con diagnosi di HIV è salita dall’11% del 1992 al 32% del 2007. Aumenta, infine, l’età media della diagnosi di infezione HIV, passata dai 26 anni per gli uomini e 24 anni per le donne nel 1985 a, rispettivamente, 37 e 33 anni nel 2007.

KOS

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