Aleksey Dymovskiy: Le bugie del Corriere e dei media italiani

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Aleksey Dymovskiy Алексей Дымовский

Prima la posta controllata illecitamente (fu il Giornale e diversi Blog) di cui avevamo già parlato, poi la pena di morte prossima per 1600 detenuti nelle carceri russe. Ora ci risiamo! La stampa italiana prosegue nella sua lotta mediatica anti Russia ed anti Putin. Molti blogger danno seguito a queste irrealistiche notizie riproponendole, ma senza poter verificare le fonti. Lingua russa e cirillico non sono così diffusi nel bel paese.

Disinformazione dei media italiani

Quest’estate il quotidiano il Giornale, a firma di Roberto Fabbri, se ne usciva raccontando frottole sull’argomento “posta russa controllata” scrivendo una versione della notizia che distorceva completamente la realtà dei fatti.

A fine ottobre molti media italiani rimbalzavano la notizia che in Russia, per il ripristino della pena di morte, una moltitudine di detenuti presto saranno giustiziati.

Ovvio che se loro conoscessero meglio l’argomento, il paese e la sua società moderna, non avrebbero scritto bugie di questa portata; falsità che vengono volontariamente immesse nelle principali fonti dei canali informativi italiani da parte di giornalisti con il solo intento di spostar l’attenzione dei lettori da ciò che avviene nel bel paese.

Adesso il Corriere della Sera, a firma di Elmar Burchia, si cimenta con la recente notizia sull’ufficiale di polizia russo Aleksey Dymovskiy, dando in pasto ai lettori italiani una versione sapientemente artefatta.

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In breve il nocciolo della vicenda:
“..il 3 novembre 2009 Aleksey Dymovskiy registra un dominio .ru e un hosting a Mosca, scrive un breve profilo accompagnato dalla foto in divisa e da due video che carica direttamente nel server del suo sito web. Successivamente i due filmati rimbalzano su youtube, probabilmente per opera di altri utenti della rete che, trovato il sito di Dymovskiy, decidono di dare maggiore visibilità ai clip inserendo sottotitoli in inglese.
Il canale youtube (e twitter) a nome Dymovskiy viene aperto il 10 novembre e raccoglie filmati successivi, per ora non sottotitolati in inglese. Ad esempio, nel canale youtube a nome Dymovsky possiamo vedere i video della conferenza stampa rilasciata dal maggiore appena arrivato a Mosca..”

Innanzi tutto il peggio del pezzo di Burchia è il titolo scelto dal Corriere della Sera: “Russia: ufficiale di polizia critica Putin su youtube. Licenziato”
In realtà il maggiore Aleksey Dymovskiy non muove critiche al primo ministro Vladimir Putin; bensì fa esattamente il contrario! Il suo è un tentativo di sottoporre in via diretta al premier Putin le sue testimonianze, chiedendone la personale attenzione. Nei due video Dymovskiy espone una serie di problemi delle forze dell’ordine della zona in cui vive e svolge il proprio servizio; racconta dello stipendio basso, facile causa della corruzione, di episodi per i quali ritiene alcuni superiori inadatti e di casi investigativi risolti fittiziamente. Ma nel percorrere i punti di questa vicenda ripete all’infinito che ama la sua professione, stima i suoi colleghi, coloro che, come lui, sono seriamente impegnati a contrastare la delinquenza dedicando la maggior parte del tempo al lavoro e d’esser fiero di fare il poliziotto.

Poi prosegue il Corriere della Sera: “il Cremlino ha reagito tempestivamente: in un primo momento il ministero dell’Interno ha approvato un’indagine per poi licenziare l’uomo. Che ora teme per la sua vita”
È ovvio che il video, ripreso anche dai media russi, abbia suscitato reazioni a livello politico e il ministero dell’Interno di conseguenza apriva un’indagine, ma cosa c’entra il Cremlino? Non è l’esito dell’indagine o un ordine di Mosca ad aver licenziato Aleksey Dymovskiy; tanto meno il maggiore teme per la sua vita per cause riconducibili alle reazioni del governo, come vorrebbe far credere “tra le righe” lo zelante Elmar Burchia de il Corriere.

Aleksey Dymovskiy è stato rimosso dall’incarico lavorativo da suoi diretti superiori di Novorossiysk, città ove egli vive e presta servizio; teme per la sua vita e di quella delle persone a lui care poiché i corrotti e i corruttori che intende denunciare, con prove concrete e nomi, potrebbero fargli del male. Proprio per questo ha deciso di trasferirsi a Mosca con la famiglia portando con se materiale informatico (si presume documenti e audio/video file) custoditi in una pen-drive; come ha anticipato ai giornalisti nella conferenza stampa dell’11 novembre.

Chissà a cosa allude Elmar Burchia quando afferma che il maggiore Aleksey Dymovskiy ora teme per la sua vita.. Paura del governo?
Allora perché avrebbe scelto di andare proprio a Mosca? Se davvero avesse temuto ciò che allude il giornalista del Corriere della Sera probabilmente si sarebbe trasferito altrove!

E ancora il Corriere della Sera: “Il video-messaggio a Putin ha suscitato grande scalpore ai piani alti del Cremlino”
Questa è un’altra delle supposizioni di Elmar Burchia a cui piace fantasticare sull’argomento, ma in Russia non circolano notizie al riguardo. Il premier Vladimir Putin e tanto meno il presidente Dmitry Medvedev, si sono espressi in merito. In Russia non si fanno chiacchiere al vento come avviene in Italia, attualmente chi di dovere sta verificando; il tempo ci dirà se Dymovskiy raggiungerà il suo obbiettivo di incontrarsi con Vladimir Vladimirovich.. Una sorta di babbo natale che esaudisce i desideri. Anche se decisione e iter più corretto non è la via politica ma andare avanti con l’indagine di magistratura e tribunale.

Media italiani smettete questa Guerra mediatica anti Russia!

P.S.:
Se i giornalisti verificassero meglio le fonti e qualcuno capisse la lingua russa o le divise, non avrebbero dato del tenente ad un maggiore.

GER

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