Le feste italiane: Sagra dell’uva vista con occhi russi

Banda di Marino 300x225 Le feste italiane: Sagra delluva vista con occhi russi

Marino Sagra dell'uva Марино Праздник сбора винограда

Oggi nel comune italiano di Brisighella, in Emiglia Romagna, festeggiano la Sagra dell’ulivo. La coltivazione dell’ulivo in terra brisighellese risale a tempi antichissimi; già in epoca romana l’ulivo e i suoi prodotti erano conosciuti, valorizzati e apprezzati. Gli italiani ci tengono alle tradizioni e per questo quasi ogni giorno in Italia è festa. Ad una di queste feste sono stata anch’io.

Lo vedi ecco Marino, la Sagra c’è dell’Uva, fontane che danno vino, quant’abbondanza c’è!
Questa è la famosa canzone romana sulla non meno celebre miracolosa fontana che ogni anno sgorga vino bianco, il grande orgoglio della piccola cittadina italiana per diversi secoli.

L’amore degli italiani per il vino, l’uva e il desiderio di divertirsi e festeggiare qualcosa si uniscono in un piccolo paese nei pressi di Roma, in zona dei castelli romani, chiamato Marino. Già da 84 anni ogni anno, nella prima domenica di ottobre, è festa in questo luogo antico; famoso per la sua tradizione vinicola.

Marino
Dall’aeroporto di Roma, Fiumicino, in mezz’ora d’auto o in treno dalla stazione ferroviaria principale di Termini si può raggiungere Marino. Tuttavia un posto così colorato e accessibile non attira folle di turisti alle sue feste; cosa che lo rende ancor più attraente e la folla comunque non manca. Alla Sagra dell’uva si può conoscere l’Italia e gli italiani che abbiamo sempre visto nei libri, film o aneddoti.

Marino si trova in una delle colline dei colli Albani e arrivandoci ovunque si vedono vigneti, che riempiono tutt’intorno. Nella città oggi non si può entrare in auto, poiché son troppi coloro che desiderano vedere il miracolo; quindi bisognerà lasciare l’auto ai piedi della collina. Salendo verso il centro, nel corso di una breve e semplice passeggiata, appare una vista spettacolare di Marino: come in tutte le piccole città medievali d’Italia nel cuore sorge una bella chiesa (Basilica di San Barnaba) e da essa per la collina si espandono case, vicoli, stradine e scale di pietra. Bisogna arrivare alla basilica in tempo e non dopo le 17, perché presto inizierà lo spettacolo del miracolo per il quale tutti sono venuti qui.

La fontana miracolosa
Passato Corso Trieste si entra nella piazza Giacomo Matteotti, dove si trova La Fontana dei Quattro Mori, costruita nel XVII secolo per commemorare la vittoria dell’Ammiraglio e il viceré di Sicilia, Marcantonio Colonna, nella battaglia di Lepanto del 1571. Gli italiani facevano parte della Santa Alleanza e combatterono i turchi e gli algerini, per questo la fontana rappresenta le sculture dei Mori legati.

Non trovarla è impossibile poiché una folla di italiani chiassosi vi condurrà alla grande fontana decorata con grappoli d’uva e con i Mori dai quali zampilla acqua dalla bocca. Alle 17:30 in punto tutta la folla urla contando alla rovescia da dieci a uno e poi la fontana inizia a sgorgare.. Vino!

Un buonissimo vino bianco che tutti cercano di raccogliere in ogni recipiente possibile. Subito inizia a suonare la canzone ben nota ad ogni abitante del Lazio intitolata “Nannì” (nota anche come “Na gita a li Castelli”). E se prima tutti stavano con le proprie compagnie ed i loro rispettivi amici, adesso, dopo aver bevuto uno o due bicchieri di vino, gli italiani cominciano a cantare e ballare insieme, come sanno fare solo loro.

Mi prende un po l’invidia quando mi ricordo le nostre feste russe, come ad esempio il giorno della città di San Pietroburgo, quando quasi nessuno osa ad andare verso il centro, gremito dalla folla, specie con i bambini o con le nonne, poiché abbiamo paura dei litigi tra gli ubriachi. Qui invece ci sono si gli ubriachi, cantanti e ballerini, di cui è stupido aver paura.

Ma in ogni caso in tutti i negozi locali è vietata la vendita di bevande in bottiglia e lattina. Per bere acqua o cola bisogna prima versarla in un bicchiere o consumarla direttamente nel negozio o al bar.

La festa prosegue
Uniti, gli italiani tutti insieme cominciano a camminare per la città, acquistano le castagne arrostite e bevono il vino gratis, che viene distribuito per le strade. La via centrale, Corso Trieste, va dalla miracolosa Fontana dei Mori ad un ampio terrazzo. Per questa strada passa una piccola ma gradevole parata della città di Marino: Gli italiani in costumi medievali con l’emblema della città e le bandiere, i bambini con i berretti e le campanelle, un gruppo di ragazze majorette eleganti, e dietro la banda cittadina.

Arrivati sulla terrazza, ci si rimane involontariamente per ammirare la vista, la valle, il lago di Albano e le colline. Gli italiani molto facilmente e velocemente trovano interlocutori e chiacchierano bevendo un buon bicchiere di vino. I giovani continuano a cantare e ballare, accompagnandosi con tam-tam o ukulele.

La sera, dopo aver ammirato il tramonto dalla terrazza, si torna in città, dove già sono aperti i negozi con i prodotti artigiani locali: formaggi fatti in casa, salsiccia, prosciutto, vino e la meringa. Le strade sono piene di ghirlande, e sembra che non è autunno ma Natale.

Curiosità sul “singolare” caso del vino
Quest’anno la Sagra dell’uva è stata magnifica, forse perché le autorità della città hanno cercato, riuscendo, di correggere lo sbaglio dello scorso anno. Nel 2008 i tecnici fontanieri fecero un errore con i tubi e il vino non arrivò alla fontana, ma ai rubinetti delle case vicine per la gioia degli abitanti (questa insolita notizia ha percorso il mondo e ha portato popolarità a Marino). Questa volta non c’era nulla a rovinar la festa. Pero forse gli abitanti della maggior parte delle case vicine hanno un parere completamente diverso..

Lyubov/ger

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