Vertice intergovernativo Italia-Russia: Accordi e pioggia di miliardi a totale gestione russa

VI Forum Russia Italia 300x200 Vertice intergovernativo Italia Russia: Accordi e pioggia di miliardi a totale gestione russa

Medvedev Berlusconi Медведев Берлускони

Italia e Russia hanno firmato 18 accordi internazionali e commerciali nel corso del sesto vertice intergovernativo italo-russo (nel bel paese anche chiamato forum Italia Russia; ndr.) di Villa Madama. Cioè 5 accordi in più rispetto allo scorso forum. A cosa serve moltiplicare i documenti se poi i problemi rimangono comunque irrisolti?

18 accordi
20 ministri competenti dei rispettivi governi alla presenza del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e del Presidente russo Dmitry Medvedev hanno trattato diversi temi, tra i quali agricoltura, South Stream, giustizia, trasporti, turismo, istruzione, energie rinnovabili, cosmo, trasporto aereo, piccole e medie imprese (Per chi conosce la lingua russa è possibile leggere questi temi sul sito ufficiale del Presidente russo).

Anno italiano-russo
Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, e il ministro della Cultura Russo, Alexander Avdeev, hanno stabilito il 2011 come l’anno della lingua e cultura russa in Italia e della cultura e lingua italiana in Russia.

Per dirigere gli eventi dell’anno 2011 sarà stabilita l’istituzione di due Comitati Organizzativi Nazionali, presieduti dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano Enrico Letta e dal Vice Primo Ministro russo Zhukov. Ci saranno due Gruppi di Lavoro, coordinati dall’ex ministro della cultura Giuliano Urbani e dal rappresentante speciale per la cultura del Presidente Russo, Mikhail Shvydkoy.

Nel 2011 sono previste mostre, convegni, conferenze, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, fiere, presentazioni e altre iniziative nel campo umanistico. In particolare, una mostra su Caravaggio al Museo Pushkin di Mosca, un’esposizione dal Museo degli argenti di Palazzo Pitti presso i Musei del Cremlino, una presentazione di grandi protagonisti dell’arte italiana contemporanea nella capitale russa, concerti dell’orchestra e coro della Scala di Milano in occasione della riapertura del teatro Bolshoy, un festival del cinema italiano, con la partecipazione di noti attori e registi, a Mosca.

Tutto quindi avverrà sempre a Mosca.. Evidentemente le altre città russe, per i partecipanti al forum, è come se non esistessero.

In Italia è stata prevista l’apertura del primo Istituto di Cultura Russo, cioè realmente istituito dalla Federazione Russa.

Premi di dubbia qualità
Nel corso del vertice Berlusconi e Medvedev hanno consegnato il “Premio dei due Presidenti” a Serghey Shoigu, Ministro della Federazione Russa per le situazioni di emergenza, e al suo omologo italiano, Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento per la Protezione civile.

Non si sa cosa abbia stimolato l’assegnazione di questi premi visto che una settimana fa 27 persone sono morte nella catastrofe ferroviaria del treno Mosca San Pietroburgo Nevsky Express, ove sicuramente la cagione di molte vittime è dovuta ai soccorsi tardivi di oltre due ore.

Idem per Bertolaso bisogna ricordare le molte vittime del terremoto in Abruzzo, quando c’erano segnali ben chiari dell’evento catastrofico, più i trentatremila aquilani che vivono in tenda da mesi.

Risultati a distanza di un anno dello scorso vertice italo-russo
Il 6 novembre 2008 ebbe luogo il quinto vertice intergovernativo italo-russo e furono firmati 13 accordi; riguardavano diversi temi tra i quali l’adozione dei bambini russi da parte di famiglie italiane, il traffico degli stupefacenti, l’energia atomica. Quali risultati vediamo oggi? Eccone alcuni:

Pirelli finalmente ha firmato l’accordo di realizzazione del memorandum con Rostekhnologii, esistente già da un anno, al riguardo dell’impresa per la produzione di pneumatici;
AgustaWestland sta per firmare l’accordo di licenza con la società Vertolety Rossii (Elicotteri Russi) relativo alla costruzione degli elicotteri italiani in Russia. Durante il 2009 hanno realizzato una gara di appalto del progetto del palazzo ove sarà la sede;
Buzzi Unicem ancora sta discutendo sul progetto della cementeria col governatore della regione di Orenburg.

E tutto cioè dopo un anno che queste compagnie hanno firmato gli accordi al forum.

Il commento di Guido Eugenio:

Problemi non risolti, la lettera a Medvedev del GIM-unimpresa
I rapporti fra Italia e Russia comunque non sono come i politici dei due paesi vogliono far credere all’opinione pubblica; gli investitori italiani trovano sempre più ostacoli per poter lavorare in Russia. Lo dimostra la lettera del maggio di quest’anno che l’associazione, con sede a Mosca, GIM-Unimpresa ha rivolto al presidente russo Medvedev.

L’associazione GIM-Unimpresa raggruppa circa 200 tra le maggiori Aziende italiane, queste lavorano ed hanno forti investimenti in Russia, tra queste sono presenti colossi industriali quali: ENI, ENEL, FINMECCANICA, INDESIT; nonché colossi finanziari come le banche UNICREDIT e BANCA INTESA-SAN PAOLO.. La lettera si rivolge con tono di “preghiera” al capo di stato russo mendicando facilitazioni burocratiche; eccone un estratto:

“..difficili e penalizzanti sono procedure doganali, procedura per il rilascio dei Permessi di Lavoro e dei relativi Visti per i cittadini stranieri. Una serie di norme applicative e le procedure che i vari sportelli dell’FMS seguono, provocano grandi disagi al personale direttivo delle nostre Società, costringendo molto spesso Direttori Generali, Direttori Finanziari, Quadri tecnici a dover rientrare in Italia per alcuni mesi per poter vedersi rinnovati i permessi di Lavoro e i relativi Visti di Ingresso.

Oltre a norme e procedure fortemente burocratizzate e in alcuni casi umilianti, si provocano anche gravi problemi economici alle Aziende che devono pianificare la loro attività produttiva.

A questo riguardo vale la pena sottolineare che le normative italiane ed europee riservate agli imprenditori Russi che operano nei nostri Paesi è sicuramente molto più agevole..”.

Ecco la lettera a Medvedev del GIM-unimpresa:

pdf Vertice intergovernativo Italia Russia: Accordi e pioggia di miliardi a totale gestione russa  GIM-unimpresa lettera Medvedev (86,6 KiB, 971 hits)

Prima si stava meglio
C’è da ricordare che sino al 2006 dette facilitazioni in territorio russo erano praticamente automatiche; per poter soggiornare in Russia un intero anno era sufficiente chiedere il visto business. Poi una commissione europea, presieduta dal ministro Franco Frattini (all’epoca vicepresidente della Commissione Europea), si occupò dell’accordo dal nome fuorviante: “accordo di facilitazione dei visti tra Unione Europea e Russia”.

La facilitazione risulta complicazione
Dopo che Franco Frattini mise mano alla normativa introducendo, di concerto con i russi, detto accordo, che ironicamente si intitola “sulla facilitazione dei visti tra Unione Europea e Russia”, venne di fatto introdotto il limite di permanenza nella Federazione Russa di massimo 90 giorni su 180. A seguito di ciò tutto in materia di visti e permessi è cambiato ed in materia di reciprocità la Russia viola palesemente le regole non prevedendo od ostacolando anche l’applicazione delle facilitazioni previste nel suddetto accordo.

In pratica grazie a ciò che ha promosso Franco Frattini, limitando la presenza massima sul territorio Russo degli europei e quindi anche dei cittadini italiani, ad un periodo non superiore a 90 giorni su 180, di fatto ha rispedito a casa in una specie di “espulsione soft” tanti stranieri che in Russia vivevano e lavoravano.

Gli stranieri praticamente cacciati dalla Russia
Così incredibilmente è successo che da un giorno all’altro molti italiani che risiedevano in Russia sulla base di visti annuali di 365 giorni, si sono visti improvvisamente costretti ad abbandonare il Paese per via di un accordo tra Russia e Unione Europea che di fatto andava a cambiare le carte in tavola a giochi fatti, non concedendo più la permanenza sul territorio russo per più di 90 giorni su 180.. Italiani che in Russia avevano case, negozi, uffici, affetti, si sono trovati a dover lasciare la Russia dopo aver risieduto in Russia per anni, tutto ciò con la complicità di qualche burocrate dell’UE che ha redatto il succitato accordo..

L’hanno fatto apposta?
Si potrebbe pensare a questi burocrati senza coscienza di ciò che stavano facendo e senza nemmeno essersi consultati con le Ambasciate dei rispettivi paesi dell’Unione Europea. Ma tutto ciò adduce al dubbio che Franco Frattini si sia in realtà mosso nella redazione ed approvazione di questo accordo ben consapevole di quello che sarebbe accaduto. E si fa strada pertanto l’ipotesi che egli abbia volutamente favorito i russi nell’acquisire il pieno controllo di tutte quelle società miste, cioè con capitali stranieri, joint venture, ecc., già operanti nel territorio della Federazione Russa.

Franco Frattini e i servizi segreti
Ricordiamoci che Franco Frattini è stato presidente del COPACO (Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti) nel periodo 1996-2004 ed alla nomina di “Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza” non era gradito; furono sollevate delle perplessità dalla liberal democratica britannica Sarah Ludford, dovute ad accuse di appartenenza alla massoneria e da alcuni altri parlamentari europei proprio poiché egli aveva presieduto il COPACO. Nel 2007 è stato censurato dall’Europarlamento per le sue esternazioni contro la libertà di movimento delle persone nella UE.

Frattini non sarebbe il primo e neanche l’ultimo, diplomatico occidentale ad aver lavorato occultamente favorendo di fatto gli interessi economici e geopolitici dell’ex Unione Sovietica.

Uscita dal circolo vizioso
Prima di concludere questi nuovi accordi economici del forum Italia-Russia, mettendo sul “piatto” altri investimenti miliardari nel territorio russo, l’Italia dovrebbe promuovere, a livello europeo, la revisione di queste restrittive ed assurde regole che, dalla loro introduzione, hanno fortemente penalizzato persone e imprese italiane ed europee in Russia.

Poiché di fatto quegli accordi furono molto favorevoli per l’economia Russa e fortemente penalizzanti per la Comunità Europea, auspico che l’Unione Europea inizi un’indagine per verificare se l’allora Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza, Franco Frattini, non era in qualche modo legato a intelligence o servizi segreti russi e non abbia avuto vantaggi economici o d’altra natura a seguito del suo operato.

KOS/ger

Print This Post

Post correlati

3 comments for “Vertice intergovernativo Italia-Russia: Accordi e pioggia di miliardi a totale gestione russa

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.