La Governatrice Matviyenko propone di tassare i turisti in visita a San Pietroburgo

Ermitage Biglietto 300x126 La Governatrice Matviyenko propone di tassare i turisti in visita a San Pietroburgo

Biglietto Ermitage билет Эрмитаж

A San Pietroburgo potrebbe essere introdotta una tassa per il soggiorno dei turisti. Questa proposta è stata avanzata dalla Governatrice di San Pietroburgo, Valentina Matviyenko, il 22 dicembre alla riunione della duma cittadina (l’equivalente russo del nostro Consiglio comunale; ndr.). L’importo, non ancora ben definito, dovrebbe essere di massimo 2 euro; secondo la Matviyenko potrebbe aiutare alla tutela del centro storico della Venezia del Nord.
Al momento non si sa come sarà introdotta, cioè come dove e quando i turisti dovranno pagare.

Discriminazione
Bisogna osservare però che una sorta di tassa per gli stranieri esiste già da tempo, i turisti in visita a San Pietroburgo pagano 2-3 volte il prezzo del biglietto regolare (cioè quanto paga un russo) per l’ingresso a musei, cattedrali e teatri. Ecco alcune delle differenze fra i prezzi scontati (riservati ai cittadini russi) e quelli interi, nei posti più visitati della città: al Museo dell’Ermitage 100 / 350 rubli, alla Cattedrale di Sant’Isacco 130 / 320, per il Museo Russo 150 / 350, al Kunstkamera 150 / 250. Invece al Teatro Mariinskiy il prezzo dipende dallo spettacolo, noi abbiamo guardato a caso, giusto per farvi un esempio; l’ingresso all’opera “Le nozze di Figaro” di Mozart, che sarà il prossimo 10 gennaio, nella platea costa 1400 rubli per un russo e 3200 per lo straniero.

A nostro avviso in questo modo viene violato un articolo della Costituzione russa: il paragrafo 2 dell’articolo 19 della Costituzione russa sancisce l’uguaglianza della persona anche per nazionalità, il che significa che tutti gli stranieri debbano, per forza di cose, essere trattati alla pari dei russi; non con prezzi diversi e quindi discriminatori.

C’è inoltre da aggiungere che in Europa e Italia il prezzo del biglietto di ingresso “intero” ai musei è uguale per tutti i turisti a prescindere di quale nazionalità essi siano; pertanto un russo paga lo stesso importo di un cittadino europeo.

È vero però che anche gli europei non riescono a gestire le tariffe ridotte senza fare alcune discriminazione: i giovani russi ed extracomunitari in Italia, per esempio agli scavi aercheologici di Pompei e alla Galleria degli Uffizi, devono pagare il biglietto a tariffa piena non potendo dimostrare il requisito per ottenere quella agevolata. A San Pietroburgo almeno i bambini e gli studenti italiani hanno accesso libero al museo dell’Ermitage ed a prezzo ridotto in altri luoghi; quindi con pari trattamento, senza distinzione di nazionalità.

Sino ad oggi l’incostituzionalità nelle tariffe applicate era probabilmente generata dagli organi di gestione di teatri e museo, non dal Comune di San Pietroburgo; ma se dovesse realmente entrare in vigore la proposta della Governatrice Matviyenko significherebbe che anche la Duma della città non esamina se certe proposte sono in contrasto e inosservanza della Costituzione russa.

In riguardo delle attuali tariffe il museo dell’Ermitage cerca di spiegare l’apparente discriminazione dicendo che i prezzi dei biglietti d’ingresso in verità sono uguali (?) solo che per i cittadini russi esistono delle riduzioni, pertanto i russi hanno la libera scelta di pagare o il prezzo pieno o quello ridotto..
Questa dichiarazione, letta in alcuni quotidiani russi, come ad esempio sul Delovoy Peterburg, lascia pensare che la direzione del museo dell’Ermitage immagina tra i clienti russi ci siano alcuni fessi che preferiscono pagare il biglietto intero.

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