Italia e Russia, due paesi, due messaggi di fine anno al popolo

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Дмитрий Медведев Джорджио Наполитано Dmitry Medvedev Giorgio Napolitano

In Russia e in Italia c’è la consuetudine del messaggio di fine anno e questa tradizione si somiglia molto nei due paesi poiché ha lo stesso senso; conclude i risultati dell’anno passato per prevedere quelli del successivo. Il messaggio viene pronunciato dal Presidente dello stato, benché il ruolo del Presidente in Russia sia differente dall’omologo in Italia; cioè il Presidente della Federazione Russa, eletto direttamente dal popolo, ha poteri simili al Primo ministro italiano. In Italia invece il Presidente della Repubblica svolge più che altro la figura di garante della costituzione.

Nonostante alcune somiglianze ci sono molte differenze tra i messaggi dei Presidenti italiano e russo; si nota anche la diversità fra le due nazioni, le loro tradizioni e la cultura politica. Queste disuguaglianze cominciano dalla storia: in Italia il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica si svolge dal 1949 senza alcuna interruzione; invece quello del Presidente russo per la prima volta apparve nel 1941, negli anni della seconda guerra mondiale pronunciato dal Mikhail Kalinin (all’epoca anche se Presidente del Presidio del Soviet Supremo, non reale leader del paese), ma successivamente non ebbe la costanza fino alla presidenza di Boris Yeltsin.

Diversità anche nell’orario: In Italia il messaggio di fine anno è trasmesso a reti unificate il 31 dicembre, nella notte di San Silvestro, come la chiamano gli italiani cattolici, alle 20:30 orario di prima serata televisiva. invece in Russia il Presidente parla appena prima della mezzanotte, quindi nella tradizione russa precede di pochi minuti il festeggiamento all’arrivo del nuovo anno.

C’è anche differenza nella ripresa del messaggio: in Italia è trasmesso in diretta dal Palazzo del Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica Italiana; quando invece in Russia il messaggio viene registrato prima di essere mandato in onda. Negli ultimi anni il sito dell’evento è all’aperto, in qualche luogo vicino al Kremlino; nel 2009 è stato il ponte Patriarshy (del Patriarca; ndr.). Perciò il messaggio italiano è più vivo e naturale di quello russo.

Importante è il discorso dei presidenti: La durata del messaggio del 2009 di Giorgio Napolitano è stata di 18 minuti e mezzo con trenta secondi di inno nazionale italiano e le vedute del Quirinale. Mentre il Presidente russo, Dmitriy Medvedev, ha parlato per soli 2 minuti e le vedute del Kremlino accompagniate dall’inno nazionale russo hanno occupato più di 5 minuti.

Il comunicato del Presidente della Federazione Russa Dmitriy Medvedev infatti è stato molto breve, come nell’anno precedente e come erano i messaggi di fine anno dell’ex Presidente russo Vladimir Putin, attuale Primo Ministro; solo due minuti in confronto ai diciotto di Napolitano!

Di cosa hanno parlato i due Presidenti, qual’è il contenuto dei discorsi?

Il Presidente italiano, Giorgio Napolitano, ha fatto un resoconto dell’appena passato anno 2009 ed ha presupposto i consigli per fare meglio nell’anno a venire; citando molti fatti e parlando di temi concreti, menzionando la crisi con la conseguente caduta della produzione e dei consumi. Ha nominato coloro che han sofferto di più della crisi, le aziende, soprattutto piccole e medie imprese. Ha ricordato le tragedie del 2009: il terremoto all’Aquila e Abruzzo, i caduti in Afganistan, la violenza nel paese conclusasi nell’aggressione a Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio. Giorgio Napolitano ha parlato dei problemi di sempre, come quello della disoccupazione, della pressione fiscale e contributiva, dell’arretratezza economica del Mezzogiorno, delle possibilità future per i giovani. Ha poi insistito sulla necessità delle riforme, degli ammortizzatori sociali, del sistema fiscale, istituzionale e della giustizia.

Il discorso del Presidente della Federazione Russa Dmitriy Medvedev era invece scarso di avvenimenti e auspici, ma ricco di emozioni che creano un’atmosfera di fiducia e intimità; Dmitriy Medvedev si rivolge ai cittadini russi usando il “noi”, senza separarsi dal popolo, per lui tutti sono come cari amici. Famiglia, genitori, figli, sogni, difficoltà e speranze; ecco il verbo principale nel suo breve messaggio alla nazione. Unica concretezza è stata nel ricordare del prossimo 65-esimo anniversario della vittoria nella grande guerra patriottica (la seconda guerra mondiale per gli occidentali) contro i nazisti.

Certamente la democrazia è l’onnipresente trasparenza al dialogo. Il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana da l’impressione d’essere più democratico rispetto a quello del Presidente della Federazione Russa, poiché prova a dare risposte alle principali domande del paese e dei cittadini; quando invece quello del Presidente russo solamente rassicura il popolo in assenza di un analisi dei temi.. come dire: “cari amici, tutto andrà per il meglio!”

Però guardando più a fondo si scopre che neanche l’Italia abbia poi una vera democrazia, perché nella realtà il dialogo è illusorio, non esiste; altrimenti perché nel canale della Presidenza Italiana, appena realizzato su youtube, i commenti sono disabilitati? Youtube è stato creato proprio per il dialogo, per condividere video e opinioni; perché istituire un canale su youtube e poi togliere la possibilità ai cittadini di commentare?

Il messaggio di fine anno potrebbe sembrare una circostanza semplice, poco significante, però dimostra molte particolarità della nazione.

KOS/ger

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