Il caos per la neve a San Pietroburgo prosegue

San Pietroburgo Neve Il caos per la neve a San Pietroburgo prosegue

Санкт-Петербург тонет в снегу San Pietroburgo coperta dalla neve

Per causa delle abbondanti nevicate l’inizio nevoso del 2010 è stato caotico e tragico per San Pietroburgo. Diversi gli incidenti nel togliere via dai tetti le formazioni di ghiaccio simili a stalattiti; gli operai hanno ucciso e ferito passanti e si sono ammazzati e feriti loro stessi, danneggiato autovetture, sfondato tetti, tranciati cavi elettrici e sono stati vittime di aggressioni. Ecco un riepilogo dei tristi dettagli.

Chi pulisce i tetti dalle stalattiti di ghiaccio?
A pulire i tetti spesso sono operai non professionisti comandati da alcuni irresponsabili; per questo il 29 gennaio nel prestare la loro opera i lavoratori hanno bucato il tetto di un edificio e di conseguenza allagato l’appartamento sottostante. Il 9 gennaio invece ad un operaio è caduto l’attrezzo usato per staccare i ghiaccioli dalle grondaie, una specie di grosso piede di porco è così volato sulla strada sotto l’edificio infilzando il cofano di un auto di passaggio. Questi lavoratori non hanno attrezzature adatte, l’unica cosa che gli vien fornita per svolgere la pericolosa mansione è una pala o il piede di porco. A causa di ciò e per mancanza del rispetto di regole di sicurezza, alcuni di loro son caduti dai tetti; così morì il 18 gennaio un impiegato dell’ufficio di gestione dei condomini.

L’attenzione sui passanti
In pratica non esiste; le zone di pericolo a causa delle stalattiti di ghiaccio che sporgono da tetti, cornicioni e grondaie a San Pietroburgo vengono circoscritte con due transenne, cioè sghembi cavalletti di legno che stanno in piedi giusto per miracolo ed al primo alito di vento cadono. Tra questi vien teso un fino nastro rosso e bianco; nastro che facilmente si stacca o spezza e con disinvoltura vola al vento. Durante la pulizia dei tetti i lavoratori dell’ufficio di gestione dei condomini – che dovrebbero garantire il cammino ai pedoni senza farli passare sotto alle zone di pericolo, bensì attraverso un percorso sicuro – vengono loro stessi colpiti dal ghiaccio che cade dai tetti. Tal tragedia è accaduta il 15 e si è ripetuta il 18 gennaio. Il 5 febbraio nessuno è stato in grado di avvertire del pericolo una passante, cittadina dell’Estonia, che come molti altri non si è fermata davanti alla irrilevante cinta formata da transenne e nastrino.. un ghiacciolo staccatosi dal tetto l’ha colpita ed ora è ricoverata in coma.

La considerazione degli automobilisti
Tanto più non esiste. Le macchine per la pulizia delle strade già diverse volte hanno rigato, graffiato e danneggiato auto parcheggiate; dai tetti i manovali staccano e lasciano cadere il ghiaccio proprio sopra le vetture parcheggiate. Solo con l’acquisto di una pala e il sudore di sette camicie, gli automobilisti più fortunati han potuto liberare le loro auto; scavando per disseppellire la macchina; non solo dalla neve caduta dal cielo ma anche da quella lasciata dai mezzi spazzaneve.

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