Un italiano arrestato a Mosca. Vittima della famelica milizia russa?

Francesco Torzini, l’italiano vittima dell’arresto, sarebbe finito in manette per causa della noncuranza dell’albergo e dei battibecchi tra un uomo d’affari moscovita e la milizia che si occupa di immigrazione nella città di Mosca.

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Ойкос Галерея декора Oikos Galereya dekora

Un imprenditore italiano è stato arrestato a Mosca. Francesco Torzini il primo giorno del suo soggiorno a Mosca è finito nel dipartimento della milizia. Torzini, vice presidente della compagnia Oikos, azienda italiana che si occupa di decorazione, è arrivato nella capitale Russa per colloqui con il partner russo, la società “Galereya dekora”. Tuttavia il primo incontro d’affari è fallito.

Questa notizia è apparsa nel giornale di cronaca e scandali “Komsomolskaya Pravda” (è un quotidiano russo alla ricerca dello scoop; per via di ciò ha preso molte “cantonate” e noi non lo seguiamo assiduamente; ndr.), al quale ha chiesto assistenza uno dei partecipanti all’accaduto, Valeriy Sakvarelidze, uomo d’affari di Mosca. Questi avrebbe dato in affitto gli spazi commerciali alla Galereya dekora, dove era allestito lo showroom della Oikos e tutto è avvenuto.

Secondo lui Francesco Torzini era andato alla riunione senza passaporto, poiché lo avrebbe lasciato alla reception dell’hotel “Borodino”, che si trova vicino alla Galereya dekora; il motivo è che l’albergo doveva espletare le pratiche di registrazione ed il tempo necessario era di 4-6 ore. Questo è quanto han detto al Torzini nel momento in cui è arrivato in hotel. L’italiano ha deciso di non aspettare il termine della procedura ed è andato alla riunione senza passaporto. Questa è stata la causa dei problemi.

Cos’è avvenuto dopo?
Secondo le dichiarazioni rese al quotidiano Komsomolskaya Pravda da Sakvarelidze, durante l’incontro presso la Galereya dekora, inaspettatamente sono arrivati tre addetti del FMS (Servizio Federale per la migrazione, parte del Ministero degli Interni della Federazione Russa; ndr.) chiedendo a tutti i presenti i documenti. Prima di portare Torzini, poiché privo del passaporto, al diparto della milizia, gli han proposto di cavarsela con una mazzetta, ma l’italiano s’è rifiutato di pagare ed ha preferito seguire i miliziani al dipartimento “OVD Sokolniki”, dove è stato trattenuto in stato di detenzione finché i partner russi non sono arrivati col suo passaporto.

Tra l’altro è strano che il giornale Komsomolskaya Pravda menziona nel testo un assistente di Torzini, di cognome Sinis, senza dire se anch’egli sia finito nel dipartimento della milizia; come abbia fatto ad evitare il percorso del collega italiano resta quindi poco chiaro.

Sempre Valeriy Sakvarelidze definisce l’accaduto sia legato al fatto che egli non paga tangenti alle forze dell’ordine e pertanto la milizia del FMS non lo lasciava vivere in pace. L’uomo d’affari ha scritto una protesta per l’incidente occorso con l’imprenditore italiano al capo del FMS di Mosca, ma la sua richiesta non è stata soddisfatta.
Ora sta minacciando di rivolgersi alla procuratura.

La causa del fermo di uno straniero in russia
Le conseguenze dell’introduzione degli accordi bilaterali di facilitazione dei visti tra Comunità Europea e Federazione Russa, promossi dal ministro Franco Frattini eccole, son queste; ne avevamo già parlato in occasione degli accordi del vertice intergovernativo italo-russo, mettendo in evidenza la lettera aperta del GIM-Unimpresa, scritta con toni di supplica, al Presidente Dmitriy Medvedev. Un tempo si arrivava in Russia ed era semplicissima la procedura della registrazione; in pratica l’hotel apponeva il suo timbro nella faccia posteriore della carta di immigrazione. Oggi che tutto è cambiato ecco le conseguenze della scellerata proposta portata a conclusione da Franco Frattini.

C’è anche da dire che le strutture ricettive, hotel, alberghi, tour operator e via dicendo, dovrebbero conoscere molto bene l’argomento e la prassi procedurale. Per la registrazione, degli europei in Russia, necessitano solo un paio di fotocopie del passaporto e della carta di immigrazione; l’hotel quindi poteva far copia dei documenti e subito restituirli all’italiano, senza farlo attendere oltre. La legge in materia di immigrazione parla molto chiaro, la registrazione deve essere effettuata non oltre le 72 ore dall’ingresso in territorio russo.

Quindi Torzini poteva non aver fretta, l’importante era avere con se passaporto e carta di immigrazione. Eppure l’albergo non ha “suggerito” al suo prezioso cliente come adeguarsi a certe strane nuove regole..

KOS/ger

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