In Russia a tavola

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Торт Дон Санчо Torta Don Sancho

Oggi ho deciso di fare una festa e mangiare una bella torta alle ciliegie; però la festa non è riuscita poiché la torta sinceramente faceva molto schifo.

Gli sbalzi di temperatura
Sotto una crema di panna e cioccolata e delle ciliegine finte, fatte di una specie di gelatina rossa, dentro aveva un gusto acido; benché alla scadenza le rimaneva ancora un giorno. Motivo del veloce deterioramento lo vedo nel modo in cui gli addetti dei negozi locali trattano i prodotti. La merce arriva nei supermercati – nel mio caso uno della catena “7-ya” (syem-ya) – e spesso è lasciata ore in giro prima d’essere riposta in frigo. Il clima di questi giorni, con temperature superiori ai 30 gradi peggiora la situazione, e bisogna anche tener conto del frequente cattivo funzionamento degli impianti dell’aria condizionata nei negozi e in molti ipermarket; un comportamento del genere è del tutto inadeguato poiché i prodotti andranno a male.

A San Pietroburgo la strada della merce, intendo dal produttore al consumatore, è piena di pericoli; i prodotti dolciari, che andrebbero mantenuti in frigo nel viaggio e durante lo scarico, prendono caldo; poi di nuovo entrano in frigo al supermercato, ma soltanto dopo aver stazionato diverse ore in qualche angolo o corridoio.

Ecco perché ultimamente tutto il cibo di provenienza industriale qui, nella Venezia del Nord, fa abbastanza schifo. La frutta fresca e le verdure arrivano da Paesi lontani: Sud America, Israele, Giordania, Olanda. E’ bella fuori, esteticamente, ma è marcia dentro! Oppure, se ancora non avariata, appena tolta dal frigorifero si deteriora subito.

Un esempio, assolutamente opposto, è quello della Germania, dove la qualità dei prodotti alimentari davvero viene controllata. L’usanza tedesca è quella di apporre nelle confezioni dei surgelati e dei cibi da conservare in frigo, una speciale etichetta; questa indica lo stato di conservazione cambiando colore nel caso venga rotta la catena del freddo.

Oltretutto nella torta alle ciliege Don Sancho (Don Sancio) della casa dolciaria Sladkaya lineya ho trovato solo una ciliegina!

L’italiano in Russia non è italiano come in Italia
Qualcuno mi ha detto che potevo comprare una torta gelato, ordinandola magari alla Gelateria Venezia sulla Nevskiy Prospekt o al Caffe Italia sulla Bakunina.. Ma state scherzando? Consumare gelato artigianale a San Pietroburgo significa davvero mettere a repentaglio la propria salute! E poi in questi due Caffè non metto piede. Il motivo potete scoprirlo leggendo questo articolo del marzo scorso e da questo breve video che ho ripreso giusto qualche notte fa’ passando da quelle parti; sbirciando le finestre della cucina, intendo sul retro quelle che vedono sul cortile, aperte per il gran caldo di questi giorni:

Anche se determinarlo è abbastanza semplice, vorrei precisare perché, in Russia, è più sano il gelato confezionato – per intenderci tipo quello della marca Petrokholod – piuttosto di un prodotto artigianale fatto nel retrobottega; ovviamente per una questione igienica. E poi il gelato industriale è prodotto con un basso tenore di grassi, in genere intorno al 9 percento e comunque questo è sempre indicato nell’etichetta. Il gelato artigianale invece, proprio come il gelato servito nella famigerata Gelateria Venezia, per stare insieme, cioè per essere compatto e non liquefarsi e smontarsi, non necessita solo del freddo ma di un elevato tenore di grassi; si parla di un 23 – 24 percento!

Ecco perché alla Gelateria Venezia di San Pietroburgo non usava portare (o tutt’oggi non portano?) ai tavoli il menù come in tutti i Caffè di Russia; semplicemente per non dar nell’occhio di chi tiene alla salute e alla linea. E sapete in Russia quale grasso vegetale è utilizzato, giacché al banco di vendita nell’ipermercato si trova solo quello a costi accessibili? Grasso di palma! O qualcuno di voi pensa che il Caffe Gelateria Venezia faccia appositamente arrivare dall’Italia dei bei panetti di burro per produrre il gelato? Poveri illusi!

E scommetto neanche sapete che al Caffe Italia e alla Gelateria Venezia di San Pietroburgo, alla miscela del caffè aggiungono grassi vegetali; questi si rendono necessari per farlo somigliare maggiormente a quello italiano. Con l’aggiunta dei grassi il caffè verrà bello cremoso, e il cliente resterà più soddisfatto alla vista dello zucchero che galleggia per un po’ in superficie nella tazzina dell’espresso o nel cappuccino. Ma il risultato sarà quello di bere una pozione ad alto concentrato di grassi, nocivi alla salute!
La chiamo pozione poiché non solo contiene dannosi grassi vegetali bensì, a differenza di molti altri esercizi, il Bar della Gelateria Venezia prepara caffè e infusi con l’acqua del rubinetto bollita dalla macchina; cioè senza avere un impianto di filtrazione e purificazione o, come tanti altri Bar, usando acqua potabile venduta all’ingrosso. Qualcuno potrebbe obbiettare che l’acqua bollendo comunque perde i batteri; certamente, però allo stesso tempo aumenta la concentrazione di sostanze nocive, giacché queste non evaporano, come la parte liquida, nel processo di bollitura. Anzi aumentano proprio perché è l’acqua a volatilizzarsi.

L’olio di palma
Un altra particolarità del cibo russo riguarda l’olio e il grasso di palma. Considerato dannoso alla salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); che afferma ci siano prove convincenti che il consumo di olio di palma contribuisce ad un maggiore rischio di malattie cardiovascolari. In Russia invece questo grasso vegetale è ben considerato e molto usato, giacché costa pochissimo ed è duraturo. Tanti dolci, biscotti e prodotti del latte, come il gelato, contengono questo dannoso olio esotico. Così i produttori russi economizzano a discapito della salute dei cittadini.

Pensate che ultimamente ho visto in televisione un documentario in cui si parlava del grasso e dell’olio di palma positivamente. I produttori di latte della regione di Stavraspol protestano, poiché i costi per la produzione del latte, con le vacche come madre natura insegna, non sono coperti dal prezzo di vendita, troppo basso; e le industrie alimentari optano per l’olio di palma, meno costoso.. Se non è delirio questo!

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  • 2 comments for “In Russia a tavola

    1. Italia-Caffe
      21 gennaio 2011 at 21:45

      Che schifo! A San Pietroburgo il gelato artigianale al grasso di Palma ed il caffè italiano idem… Per l’estetica, la cremina in superficie, una tazzina di veleno con aggiunta di nitriti e nitrati dell’acqua che arriva ai rubinetti. Da vomitare!

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