Naturalismo italiano a San Pietroburgo

Uccisione Mostra Nicolo Cecchella 150x150 Naturalismo italiano a San Pietroburgo

Открытие выставки Николо Чеккелла Убиение

Nicolò Cecchella porta lo spirito della campagna italiana nella Venezia del Nord.

A San Pietroburgo si apre la mostra del giovane fotografo italiano Nicolò Cecchella: “L’Uccisione: sotto la luce dell’ultimo rito“. Luogo dell’esposizione per il pubblico pietroburghese diviene il Progetto LoftEtazhi” (Piani), un museo moderno di cinque piani sito dove prima era un grande panificio, giacché in tempi passati lo stabile ospitava una fabbrica del pane.

“Etazhi” cerca da tempo di portare lo spirito italiano nella vita di San Pietroburgo; al terzo piano sono combinati una simpatica caffetteria all’italiana “Camera verde” (Zelenaya komnata) e una sala espositiva. Gli organizzatori hanno deciso d’immergere completamente gli ospiti in un’atmosfera dell’Emilia-Romagna rurale. L’inaugurazione della mostra è stata accompagnata da una degustazione dei principali prodotti di questa zona, più precisamente prosciutto (in realtà si trattava di lonzino; ndr.) e vino Lambrusco, bianco e rosso.

All’inaugurazione c’erano molte persone, il rumore e le parole in russo e italiano si mescolavano. Si ha l’impressione che, ovunque sia rappresentata, la rassegna fotografica in ogni caso avrebbe successo; evidentemente i giovani hanno trovato qualcosa di particolare in questa insolita mostra.

Nicolò Cecchella viene dalla cittadina Gualtieri in Emilia-Romagna. Una vita semplice, le sue gioie e le realtà circondavano il fotografo fin dalla prima infanzia; queste sono le sensazioni che egli cerca di trasmettere alle persone provenienti da tutto il mondo. Si può pensare che le sensazioni provocate dalla macellazione dei suini non sono la prima cosa da condividere con gli altri; ma il rito di “scannare il maiale” e la produzione di prosciutto e salumi sono le principali occupazioni in Emilia-Romagna; avanti a noi appare ciò di che gli abitanti di questa cittadina italiana vivono e fanno finora. Questa è una stretta alleanza tra la natura e l’uomo, dove la macellazione dei suini è la fonte della vita.

Il fotografo racconta al pubblico presente circa lo stesso rituale e come aspirava trasmetterlo ai visitatori: “In Regione Emilia-Romagna i porci vengono macellati nel mese di gennaio, quando si crea un forte contrasto di sangue rosso sulla neve bianca. L’uccisione deve avvenire molto presto, al mattino, così su tutte le fotografie, nelle finestra, spicca la luce del mattino“. L’azione è dipinta con colori inusuali, per cui il compito del fotografo è complicato. Aggiunge mistero il vapore, che avvolge quasi tutto sulle prime immagini. Questa è l’evaporazione dell’acqua calda, con cui lavano la carcassa del animale; spiega Nicolò Cecchella raccontando che ha prestato particolare attenzione ai modi di trasferire sulle immagini questo colore del sangue, cosi come lo si vede dal vivo.

Con la mostra “L’Uccisione” Nicolò Cecchella ha partecipato al Festival Fotografia Europea 2010, ed ora l’ha portata a San Pietroburgo. La nostra città non è stata scelta a caso; il fotografo la considera come una delle più romantiche, dove sono vissuti e han lavorato molti grandi poeti russi, come Anna Akhmatova. Lo stesso Nicolò Cecchella è un poeta, così come critico letterario ed estetico; ha ricevuto la sua formazione filologica all’Università di Parma. Lo interessa anche il teatro: nella sua città natale ha contribuito alla riapertura del Teatro Sociale di Gualtieri.

Come si svilupperà la sua carriera artistica nessuno può saperlo, per ora è venuto da noi come fotografo. C’è poesia e misticismo in una semplice uccisione di un maiale? C’è un mistero in questo rituale antico, o si vede solo una azione ordinaria? Rispondere a queste domande potrà ciascun visitatore che verrà alla mostra fotografica prima del 24 settembre.

Tamara Fisun

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