San Pietroburgo e Mosca ricordano Francesco Misiano

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Франческо Мизиано Francesco Misiano

Francesco Misiano, politico italiano e promotore del cinema sovietico dell’inizio del novecento, era caduto nell’oblio; ma attualmente si rianima nella memoria di russi e italiani anche grazie all’introduzione del premio che porta il suo nome e alla serie di serate culturali dedicategli.

L’inizio dell’ottobre 2010 in Russia si può giustamente nominare come il periodo Misiano. Il 4 ottobre a Mosca è stato consegnato il Premio Francesco Misiano; il 6 ottobre a San Pietroburgo è stato proiettato il film documentario “Il caso Misiano” sulla vita di Francesco Misiano, girato dai suoi conterranei.

Un personaggio ambiguo
Francesco Misiano fu’ uno dei fondatori del PCI, il Partito Comunista Italiano, e il presidente della casa cinematografica sovietica Mezrabpom (Soccorso Operaio Internazionale). Misiano ha vissuto una vita intensa, complessa, ambigua; lo sostenevano e lo sdegnavano, lo rispettavano e lo disprezzavano. A farlo erano socialisti, comunisti e fascisti italiani, nonché i comunisti russi, Lenin e Stalin.

La sua casa cinematografica realizzò i film della nota trilogia di Vsevolod Pudovkin: La Madre, La fine di San Pietroburgo e Tempeste sull’Asia; Aelita di Jakov Protazanov, Il cammino verso la vita di Nikolay Ekk. Misiano distribuì in Germania la pellicola de La corazzata Potyomkin di Sergey Eysenshteyn. Nondimeno, da un lato difendeva la libertà dei registi, dall’altro rimaneva nel quadro della propaganda.

Fine di San Pietroburgo:

La corazzata Potyomkin (Броненосец Потёмкин) – parte 1 di 9:

Premiazione
Il Premio Francesco Misiano nacque nel 2007 e dovrà ripetere il percorso della vita di Francesco Misiano, partendo dall’Italia, per Mosca, proseguendo a Berlino e in Svizzera, per poi tornare in Italia. Il primo premio è stato appena consegnato al documentarista e operatore russo Pavel Kostomarov, Orso D’argento e Premio speciale al Festival di Berlino 2010 per “How I Ended This Summer“.

Secondo il presidente del Centro Studi Francesco Misiano, Giuseppe Grenci, la scelta è stata fatta dal direttore del Museo del cinema, Naum Kleiman: “Cercavano un giovane operatore, che abbia girato dei film documentari e sia già riconosciuto internazionalmente ed hanno selezionato Pavel Kostomarov. Questo premio annuale è un simbolo del rinascimento del cinema russo che adesso diventa sempre più eccezionale, come un tempo, nel periodo seguente alla rivoluzione d’ottobre, quando lavorava Francesco Misiano“.

La serata a San Pietroburgo
Come Francesco Misiano non era un personaggio triviale ma ben complesso, così anche la serata dedicatagli presso l’Associazione per la collaborazione culturale con l’Italia non era monotona. Lo hanno chiamato “piccolo uomo” e “poco riconosciuto”, sia “un personaggio di tale grandezza”, sia “coraggioso” e “disertore” e, finalmente, “uno strano personaggio”. La serata era cominciata con i discorsi di saluto da parte degli organizzatori, ed è poi continuata con la proiezione del film documentario per finire in una aspra discussione.. Ma andiamo per ordine degli eventi.

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Inizia l’evento
All’inizio della manifestazione data la poca affluenza di visitatori s’è capito che il pubblico era in ritardo giacché, nonostante le piccole dimensioni della sala, ancora non si era gremita di gente; a un certo punto sembrava che la delegazione calabrese superasse, nel numero, gli ospiti pietroburghesi. D’altronde, malgrado le minute dimensioni, la sala era molto accogliente, le pareti di color rosa, un camino e un pianoforte e, in circa mezz’ora c’erano tutti.

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Per i saluti di benvenuto sono intervenuti Natalia Markova, presidente dell’Associazione per la collaborazione culturale con l’Italia; Giorgio Mattioli, addetto culturale dell’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo; Giuseppe Campisi, sindaco di Ardore, città natale di Misiano; Santo Gioffrè, assessore alla cultura della Provincia di Reggio Calabria; i registi Eugenio Attanasio e Giovanni Scarfò; Giuseppe Grenci, presidente del Centro Studi Francesco Misiano e presidente del Consiglio Comunale di Ardore.

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Proiezione del film
I discorsi degli ospiti calabresi venivano tradotti in russo, poiché in sala c’era ovviamenente chi, tra i russi, non conosceva la lingua italiana; però, chissà per quale ragione, nessuno ha pensato a tradurre il film “Il caso Misiano” o almeno a sottotitolarlo. Per questo, durante ben un’ora e mezzo di proiezione, alcuni si son sentiti come pesci fuor d’acqua. Meno male per loro che buona parte del documentario conteneva i frammenti dai film muti dell’epoca.. Inoltre ci son state alcune interviste; ad un giornalista, dei professori, e al nipote di Francesco Misiano, Sandro, nonché delle ricostruzioni interpretate da alcuni attori nello stile del cinema muto del bianco e nero.

Simbolica è la scena della fine del film-documentario “Il caso Misiano”, quando la pellicola riprende ad essere a colori dopo aver raccontato la vita in bianco e nero del protagonista; mostrando il protagonista su di una barca nell’azzurro mare che approda alla costa sabbiosa di Reggio Calabria, ove lo aspetta un gruppo dei persone ferme e allineate. Così i registi hanno inscenato il ritorno di Francesco Misiano, morto in Unione Sovietica, nella sua patria.

Riprende il discorso
Le opinioni sul film documentario sono state estremamente diverse. A molti è piaciuto, alcuni altri visitatori erano però stanchi di sedere da un’ora e mezzo sulle quelle rigide sedie dell’associazione, e non sapevan più dove sbattere la testa. Una ragazza italiana, che ha letto il libro biografico su Francesco Misiano, ha affermato che il film è abbastanza lontano dal testo; ma non trovava le parole giuste per esprimere il proprio parere.

Le parole giuste le ha però trovate un signore italiano, quando ha affermato che c’è “Apologia”. Non gli era piaciuto un episodio del film, quello in cui la pellicola tratta di un momento delicato della vita di Francesco Misiano; cioè quando egli non parte per il militare nel periodo della Prima guerra mondiale e viene denunciato come disertore. “Trovo irritante che mostriate, quasi come una cosa bella, che lui invece di fare il soldato, crepando come tanti altri, se ne va in Svizzera .. dovevate collocarlo più francamente, c’è apologia“. Per dar l’esempio di persona coraggiosa, quel signore italiano, ha citato suo nonno, che nonostante fosse fascista, della Repubblica di Salò, aveva combattuto nella Guerra.

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Gli autori de “Il caso Misiano” hanno obbiettato: “L’episodio è stato capito male, poiché Misiano non era andato in Svizzera da disertore ma ben prima .. In realtà si sa poco di Francesco Misiano, giacché in Calabria, che si trova in un stato di sottosviluppo culturale, sono rimasti pochi ricercatori, per causa dell’alto livello di emigrazione. Solo la popolazione di Ardore è diminuita della metà nell’ultimo decennio .. Quindi il film in gran parte è un’interpretazione artistica“.

Natalia Markova ha concluso la discussione affermando: “Perché cercare il pelo nell’uovo quando il lavoro fatto è stato immenso, quello di raccogliere in granelli la storia del proprio popolo?

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I regali
Gli ospiti calabresi non sono arrivati a mani vuote, hanno disseminato di opuscoli turistici che promuovono la cittadina di Ardore consegnando all’Associazione per la collaborazione culturale con l’Italia lo stemma di Ardore, il libro biografico “Francesco Misiano, Il pacifista che portava in valigia La corazzata Potyomkin”, e un libro ed un film sulla città di Reggio Calabria. Inoltre han regalato all’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo una tavola di bronzo, opera dello scultore calabrese Rosario La Seta.

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Quanto ad altri eventi italiani a San Pietroburgo, vi ricordiamo che è in arrivo la Settimana della lingua italiana nel mondo 2010, decima edizione che si terrà fra il 18 e il 24 ottobre prossimi; il programma ancora non è stato pubblicato, seguendo questo link potrete leggere il programma della nona edizione della settimana della lingua italiana, svoltasi nella scorsa edizione 2009.

KOS

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