Processo truffatori napoletani Tribunale di San Pietroburgo

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Truffatori italiani Мошенники граждане Италии

Il Tribunale del distretto Kuybyshevskiy di San Pietroburgo, non distante dalla famosa Nevskiy Prospekt, esamina la causa penale sui capi di imputazione di falsificazione e truffa, commessi da alcuni partenopei. Gli imputati sono tre napoletani e un russo; è quanto apprendiamo dal GUVD di San Pietroburgo, cioè l’omologo dei reparti di Polizia Giudiziaria in Italia.

Se ricordate nel luglio del 2009, a San Pietroburgo, furono arrestati tre italiani per frode e truffa: Nunzio Roberto, Lanzeta Raffaele e Fucci Giovanni; il terzetto di truffatori italiani vendeva apparecchiature falsificate e non funzionanti (un po’ come succedeva in Italia nelle aree di servizio degli Autogrill; ndr.) con il marchio Honda. Generatori, pompe, perforatori; la milizia russa scoprì tre depositi con tutto l’occorrente per la falsificazione, adesivi, ologrammi, certificati di garanzia ed altro ancora, marchiati Honda.

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  • 3 comments for “Processo truffatori napoletani Tribunale di San Pietroburgo

    1. Napoleana
      19 gennaio 2011 at 00:56

      Io a San Pietroburgo sono stata … in ogni bancarella vendono roba di marca..ma falsa! … possibile che solo questi 3 italiani debbano pagarla cara?

    2. Napoleana
      19 gennaio 2011 at 02:57

      Più di un anno e mezzo in galera, a marcire in carcere! E senza che sia iniziato il processo. Ma come funziona la giustizia in Russia? Dovreste scrivere per raccontarci come fanno i processi in quel paese.

    3. Webmaster
      20 gennaio 2011 at 18:14

      In effetti è una situazione assurda. Coloro che nella città di San Pietroburgo arrivano per una visita turistica di pochi giorni probabilmente non ci faranno caso; ma chi vive nella Venezia del nord e cioè gli italiani di Russia, sanno bene che in molti negozi, sia del centro sia nei rioni periferici, vengono esposti, in vendita, articoli falsificati. Brutte copie di oggetti e accessori moda d’abbigliamento, borse, portafogli e molto altro ancora; spacciati per “made in italy” e originali, ma che, con l’Italia, nulla hanno a che fare.
      Un esempio: Chiunque passeggiando nella strada Sadovaya ulica, di fronte allo storico centro commerciale russo dal nome Gostinyy Dvor (Гостиный двор), noterà molti shop market con esposta merce contraffatta.
      Probabilmente la diversità tra il caso assurdo dei tre italiani arrestati a San Pietroburgo ed i gestori di quei market, vicini al Gostinyy Dvor, è solo in un particolare; gli italiani sono stati arrestati e finiti sotto processo poiché erano stati denunciati, mentre questi ultimi, gli esercenti dei market, probabilmente non hanno mai avuto denunce da qualche clienti scontento dell’acquisto e che poi s’è rivolto alle autorità.
      Sarebbe a dire che, a San Pietroburgo, questi mercanti del falso li lasciano nella libertà di vendere prodotti contraffatti ma, se qualcuno va a lamentarsi, allora applicano codici e leggi senza far distinzioni di nazionalità.

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