Italia e Russia, due paesi, due messaggi di fine anno alla vigilia del 2011

2010 2011 Italia e Russia, due paesi, due messaggi di fine anno alla vigilia del 2011

2010 - 2011

E’ arrivato il 2011 e, come prevede la tradizione, i capi di stato si sono rivolti ai loro popoli con il messaggi di fino anno. Anche questa volta, come la scorsa, paragoniamo i messaggi d’Italia e Russia, i cui temi questa volta si sono incontrati, nel senso che entrambi erano dedicati ai giovani.

Dallo scorso anno quasi nulla è cambiato; non stiamo a ripetere le caratteristiche generali dei messaggi di fine anno in Russia e in Italia, la loro storia e le particolarità tecniche, delle quali potete leggere nella nostra scorsa pubblicazione sul messaggio di fine anno 2009. Adesso soffermiamoci solo sui particolari dei nuovi messaggi del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, e del Presidente della Federazione Russa, Dmitriy Medvedev.

Come le scorse volte la durata dei due messaggi varia; il discorso di fine anno russo è nuovamente della durata di circa due minuti, con cinque minuti di inno nazionale russo, il suono dell’orologio della torre Spasskaya e le vedute del Kremlino. Il messaggio di Dmitriy Medvedev era colmo di parole affettuose, emozionali.. ma prive di concretezza. “Un paese sicuro, favorevole e felice” così deve essere la Russia per i suoi cittadini; “Un paese forte, aperto e amichevole” così devono vedere la Federazione Russa sulla scena globale e internazionale. Sembra che il Presidente abbia giusto fatto un salto dai cittadini per sorridere loro, e poi sia tornato a trattare i suoi affari, che i russi possono far a meno di sapere. Al popolo è sufficiente lo spirito patriottico, il senso della nazione unita, il resto sono affari altrui.. Il messaggio appare più concreto per i due “micro-mondidi Russia, chiamati Mosca e San Pietroburgo, piuttosto che per la vera immensa Russia, quella che è fuori delle principali città, ma che conta la maggioranza della popolazione.

Tutt’altro modo di affrontare il rapporto fra potere e popolo è in Italia; pure qui si usano i simboli, però molto meno rispetto alla Russia, e simboli di tutt’altro tipo. L’inno nazionale italiano viene trasmesso solo per mezzo minuto, dopo di che segue un discorso lungo, questa volta di circa ventuno minuto e mezzo. In questo caso di grande rilevanza è la Costituzione della Repubblica Italiana, il cui libro nero con le lettere dorate viene mostrato due volte durante il discorso del Presidente Napolitano.

Giorgio Napolitano non solo fa gli auguri per il nuovo anno alla nazione italiana, egli anche analizza gli eventi dell’anno passato e propone soluzioni ai problemi per l’anno a venire. Temi, e problemi principali, in Italia rimangono sempre gli stessi: la disuguaglianza economica fra Nord e Sud, la mafia, l’immenso debito pubblico e le sfide della globalizzazione.

Il Presidente italiano pone molta attenzione anche ai problemi correnti; commentando la crisi politica in Italia dice di non avere diritto di giudicare il lavoro del governo. Napolitano invita tutti ad unirsi per risolvere i problemi del paese, tra i quali i rifiuti a Napoli, la riforma universitaria dove studenti e scienziati devono, insieme ai parlamentari, trovare un consenso.

Il tema dell’unità nazionale è sempre piu importante visto l’arrivo del 150-esimo anniversario dell’unificazione d’Italia. Non solo l’unità dello Stato italiano preoccupa il Presidente, ma anche l’unità europea che, secondo Napolitano, dovrebbe integrarsi più decisamente. L’Unione Europea è stata colpita nell’anno 2010 dalla crisi finanziaria proprio nel suo cuore, l’euro, la moneta unica europea.

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Дмитрий Медведев Джорджио Наполитано Dmitriy Medvedev Giorgio Napolitano

In diversi modi affrontano la questione della gioventù i Presidenti della Federazione Russa e d’Italia; la differenza già si nota dallo stesso nome che usano i Presidenti per questo strato sociale. Mentre Giorgio Napolitano parla dei “giovani” Dmitriy Medvedev usa la parola “figli”. Cioè il metodo russo è più emozionale, informale; il Presidente russo fa la parte del padre della nazione e lo Stato è la famiglia. L’approccio italiano invece è piuttosto formale, obiettivo; i giovani non sono solo figli della patria, ma anche giovani professionisti, militari, studenti e disoccupati.

In sostanza il messaggio di fine anno, alla vigilia del 2011, in Italia e Russia quasi non si distinguono dai precedenti degli anni passati; sia per quanto riguarda i loro contenuti, sia per l’aspetto. Significa che la vita in questi due nostri Paesi va avanti e scorre come sempre, senza significativi mutamenti.

KOS

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