Leggi razziali d’Europa e di Russia

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Мы уникальной раса! Siamo una razza unica!

Razzismo e nazionalismo e altre forme di discriminazione sono sempre più presenti nel nostro mondo globalizzato, benché i popoli comunichino più spesso e sempre più strettamente; ciò accade sia in Italia sia in Russia, nonché nelle Repubbliche Baltiche, specialmente in una delle tre nazioni che ne fanno parte, la Lettonia. Vediamo in dettaglio gli esempi dei nostri due Paesi, Italia e Russia, e prendiamone uno terzo che sta nel mezzo, un paese da poco entrato nell’Unione europea, la Lettonia.

Leggi razziali in Russia
La Russia si trova nel mezzo fra Europa e Asia, i flussi di immigrati vi arrivano da entrambi i due lati. Ovviamente la maggioranza di gastarbeiter (lemma in uso per indicare gli ospiti stranieri arrivati per un certo periodo e, di solito, per lavorare; ndr.) arriva dai Paesi che prima facevano parte dell’Unione Sovietica (URSS ovvero СССР), e oggi chiamati Paesi CSI. Molti immigrati in Federazione Russa provengono dal Caucaso e dall’Asia Centrale; questi si distinguono facilmente dai russi poiché sono più scuri di pelle, spesso parlano la lingua russa con un accento diverso e professano altre religioni, non cristiane, solitamente la più diffusa è l’Islam. Vista questa forte distinzione vengono spesso attaccati dai neonazisti russi.

Lo scorso anno in Russia, a Mosca, è uscita una Legge che proibisce agli stranieri di guidare i mezzi del trasporto pubblico commerciale, le cosiddette famose marshrutka; ma visto che circa il 70 percento dei conducenti erano stranieri, è stato un duro colpo per tutti loro. La necessita del promulgare questa Legge era spiegata dai politici della Duma moscovita con il fatto che la maggioranza dei conduttori stranieri non sanno guidare e non rispettano le regole stradali, perciò provocano incidenti.

Chiunque conosca la Russia sa bene che per ottenere la patente di guida è molto semplice, basta comperarla; sono molti coloro che acquistano automobile e patente di guida nello stesso momento per non dover aspettare! E sanno anche che nella Federazione Russa praticamente è impossibile ottenere la cittadinanza russa (è possibile ottenerla solamente per chi si sposa, ma dopo molti anni di matrimonio). Sarebbe come se in Italia uscisse una legge del tipo: “le badanti debbono essere solo di cittadinanza italiana” mettendo “di fatto” nell’impossibilità di lavorare donne e ragazze straniere già occupate. Fortunatamente però in Italia, in tempi passati, fecero giustamente norme per regolarizzare certe occupazioni e, al contrario di Russia, gli stranieri han potuto usufruire di specifica legislazione che, di solito attraverso il pagamento di un obolo, ha consentito ai gastarbeiter di regolarizzare la loro posizione lavorativa e del permesso di soggiorno.

Quest’anno a San Pietroburgo invece è stato introdotto un esame per i conducenti stranieri del trasporto pubblico, sempre per il motivo che adesso i russi non si fidano delle patenti ottenute in terra straniera. Quest’atto però non risolve il problema dell’insicurezza nella circolazione stradale in Russia; come già ho precisato le patenti russe possono essere facilmente comperate. Quindi, la nuova Legge della Duma pietroburghese, porterà solo ad un aumento della corruzione e farà incentivare il prezzo da pagare per ottenere “facilmente” e velocemente una patente di guida russa, penalizzando economicamente gli immigrati in maniera pesante.

Un’altra Legge, ancora in Russia, proibisce agli stranieri, a far data dal 2011, di vendere alcolici e medicine, nonché di commerciare nei mercati; limita nuovamente l’altra più diffusa occupazione dei gastarbeiter, quella del commercio ambulante.

In tutto ciò c’è una stranezza: in Russia i governanti legiferano norme penalizzanti nei confronti dei cittadini dell’ex Unione Sovietica; perché allora in Lettonia e nelle Repubbliche Baltiche il governo russo paga pensioni d’oro – in Russia la pensione statale è di circa 4500 rubli, cioè sui 110 euro, mentre in Lettonia, attraverso i Consolati di Russia, circa 300 euro; in pratica il triplo! – a coloro che si rivolgono ai locali Consolati russi facendo domanda? Propaganda o cosa?

Leggi razziali in Lettonia
La Lettonia è un Paese mezzo europeo e mezzo russo, specie se si parla delle città con la maggioranza di popolazione russa, come Rezekne e Daugavpils; là tutti comunicano verbalmente in lingua russa.. ma, ironicamente, tutte le insegne e le scritte sono in lingua lettone, perché scrivere in russo è proibito, cioè vietato per Legge! Nei prodotti si usano anche le scritte in altre lingue baltiche, come estone e lituano, invece il russo è perlopiù interdetto.

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Anche per invitare un russo in Lettonia, Paese aderente a Schengen, non si può scrivere l’invito in carta semplice e quindi fargli avere il visto di ingresso; la lettera di invito per il visto di ingresso lettone la si ottiene solo rivolgendosi agli uffici del Ministero degli interni (omologo dell’UFMS in Russia e della Questura in Italia). Eppure negli altri Paesi aderenti a Schengen si scrive l’invito in un semplice foglio di carta bianca.

Ma non solo i russi sono oppressi in Lettonia. Dal momento che la Lettonia è un Paese di mezzo, cioè ha confini estesi tra Russia e mar Baltico, è composto da una popolazione di diverse etnie: russi, lettoni, polacchi, bielorussi e ucraini. Così gli oppressi in Lettonia sono anche i cittadini comunitari, gli stessi europei. Per esempio in Lettonia, per intestarsi un contratto di utenza, o avere Internet a casa, oppure usufruire di alcuni servizi, è necessariamente richiesta la residenza. Se non si ha residenza allora non si possiede il codice personale che serve in tutte queste procedure, ed il passaporto europeo, in queste procedure, non è sufficiente. Ma siamo sicuri d’essere in Europa?

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Leggi razziali in Italia
Anche l’Italia nel nostro argomento sulle Leggi razziali in Europa non fa eccezione; il governo Berlusconi è famoso nel mondo anche per i suoi atteggiamenti anti-immigratori. Dopo gli anni di contestazioni contro i Rom da parte di alcuni comuni delle varie città italiane, specie Milano col caso di Triboniano, il governo italiano ha deciso di agire in materia, promulgando leggi razziali.

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Il 5 novembre 2010 sono state varate le nuove norme nell’ambito dell’immigrazione, il cosiddetto nuovo pacchetto sicurezza 2010; i cittadini europei, che prima potevano risiedere in Italia e in altri Paesi dell’Unione europea per quanto a loro pare e piace, dal momento dell’entrata in vigore di queste nuove leggi – dette norme si fondano sui principi espressi dalla direttiva europea 38/2004 che prevede i requisiti per il soggiorno dei cittadini comunitari in un altro stato membro – non possono risiedere in Italia oltre i tre mesi senza un minimo reddito e l’alloggio. In questo modo i Rom – che sono di solito cittadini provenienti da Romania e Bulgaria e che amano vivere nei campi con le loro case mobili o baracche – non avendo un lavoro regolare e una dimora ove eleggere residenza, potranno essere facilmente espulsi dal Bel Paese, benché anch’essi adesso siano cittadini comunitari.

GER

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4 comments for “Leggi razziali d’Europa e di Russia

  1. 16 febbraio 2011 at 14:11

    Interessante analisi, ma non capisco la lingua russa… Per cortesia per chi come me non comprende, scrivereste cosa esattamente gridano i manifestanti del filmato.

  2. Webmaster
    28 febbraio 2011 at 22:35

    Per lo più inneggiano con lo slogan “a morte i caucasici” .. Per il resto, cori di altri slogan pro Russia.

  3. Helga
    18 febbraio 2012 at 19:32

    Oggi in Lettonia ha luogo il referendum sullo status del russo come seconda lingua ufficiale del Paese, insieme al lettone. Il risultato del referendum dipende dalla maggioranza, solo il consenso del 50% dei cittadini (circa 700.000) cambierà il destino della lingua russa in Lettonia. Mi permetto di ricordare che il russo in Lettonia è parlato dal 81,2% della popolazione, mentre per il 37% è la madrelingua. I russofoni costituiscono una parte significativa della popolazione di molte città: Daugavpils con 80,4%, Rezekne il 58,5% e nel capitale Riga il 55,1%.
    Mentre i russi combattono per i loro diritti, i lettoni temono per la loro identità. Il problema è che l’attività dei russofoni potrebbe non solo rafforzare i loro diritti ma anche, viceversa, complicare la loro situazione a causa della diffusione di sentimenti d’odio tra i cittadini del Paese, lettoni e russi.

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