Le disavventure dei carcerati italiani proseguono

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Truffatori italiani Мошенники граждане Италии

Alcune notizie sui tre poveri delinquenti italiani sono riapparse in rete. Da dicembre 2010 il caso di Nunzio Roberto, Lanzeta Raffaele e Fucci Giovanni era scomparso dal sito della Corte Kuybishebskiy di San Pietroburgo; finalmente in questi giorni un giornale online pietroburghese ne ha parlato.

Le notizie sui truffatori italiani che vendevano apparecchiature falsificate e non funzionanti, marchiate Honda, insieme ad un bielorusso, Andrey Solonovich, non sono buone. Dopo aver passato più di un anno e mezzo dietro le sbarre, uno di loro è finito all’ospedale psichiatrico, il secondo sta in albergo (uscì su pagamento della cauzione) ed il terzo rimane in custodia cautelare nel carcere; mentre il processo prosegue.

In Tribunale i truffatori italiani hanno già riconosciuto la loro colpevolezza, rimborsando anche le vittime danneggiate. Nel penitenziario spesso a visitarli andava il Console italiano a San Pietroburgo, Faiti Salvadori. Giovanni Fucci è libero sotto cauzione, attualmente vive in un hotel ed aspetta il verdetto della Corte della Venezia del Nord; anche Roberto Nunzio avrebbe potuto essere libero sotto cauzione, ma nessuno ha pagato per lui, quindi rimase dentro a marcire in carcere e, nel frattempo, è uscito di testa.

Il mondo è un ospedale di malati terminali (Schopenhauer)
Dalla prima udienza al tribunale Kuybishevskiy, del 7 ottobre 2010, Roberto Nunzio ha cominciato a comportarsi in un modo strano; voleva spogliarsi, diceva che in cella gli rubano le scarpe e che lo vogliono ammazzare:

Nella cella non mangio e non bevo per non consumare cocaina, perché la cocaina è dappertutto! Loro vogliono ammazzarmi! Già da quattro mesi si sono messi in testa di ammazzarmi! Sto male, non posso prestare attenzione ai documenti! Li ho già strappati e buttati via! Sono cosi nervoso, sono un tipo emotivo! Io sono una persona per bene, e non voglio morire! Sono cattolico! Ho tre figli! Piuttosto che questo, concedetemi l’eutanasia!” – Questo le sue parole, da quanto riporta il quotidiano online Fontanka.

Alla fine il giudice Andrey Dondik ha fatto trasferire Roberto Nunzio nel penitenziario femminile, dove però l’italiano non è rimasto neanche due giorni, ma ha trovato il tempo per scrivendo la seguente lettera:

Mi han cambiato il carcere, ma nulla è cambiato. Ho appena iniziato a capire come qui tutto funziona.. e loro si sono spaventati. E però al magistrato Margherita.. tutti i carcerati la chiamano regina e tutti le fanno il coro; nella cella ci sono chili di droga” (il carcere dispone di celle da 8, ma anche da 4 persone e alcune altre sezioni; ndr.).

L’amministrazione della casa di pena ha detto alla Corte del Tribunale che Roberto Nunzio “minacciava ai compagni di cella di usare la forza. Si nascondeva nel cesso, come un cecchino. Correva per la cella gridando che lo vogliono squartare. Non dormiva di notte. E che quando gli fu’ prelevato il sangue prese a calci l’infermiera“. Alla fine l’hanno mandato al diparto psichiatrico della prigione Kresty, ove gli hanno diagnosticato temporanei disturbi mentali, finendo così in un ospedale psichiatrico.

Di una mosca un elefante?
La punizione inflitta ai truffatori napoletani è fin troppo severa; specie per la lunga attesa in carcere dell’inizio del processo. Si, hanno imbrogliato, ma anche restituito il maltolto alle vittime. Quanti negozi e mercatini a San Pietroburgo vendono merce fasulla.. e quanti politici rubano impunemente dai cittadini? La selettività del severo ordinamento giuridico russo, in questo particolare caso giudiziario, si spiega quando vediamo chi sono le vittime dei tre truffatori italiani. Guarda caso uno di loro, Sergey Isotov, lavora a Smolny, nel governatorato di San Pietroburgo ed è il “capo responsabile dei programmi di investimento del comitato per lo sviluppo economico, la politica industriale e il commercio” .. Gli sfigati italiani sbagliarono clientela. i “pezzi grossi” in Russia possono farla pagare assai cara.

Ricordiamo a chi segue la vicenda che questi “poveri disgraziatiitaliani rischiano una condanna da un minimo di 5 a massimo 10 anni.

Molti si domanderanno come sono le carceri russe; nel prendere visione di questi filmati immaginate comunque che avranno permesso di riprendere solo le parti migliori..:

Aggiornamento:
All’inizio del mese di maggio 2011 la Corte ha condannato Nunzio Roberto ad un anno e quatro mesi, Lanzeta Raffaele ad un anno e tre mesi e Fucci Giovanni ad un anno e sei mesi. Siccome i tre italiani hanno già trascorso questo tempo in prigione a San Pietroburgo (a dire il vero ne han trascorso oltre detto periodo) e quindi avevano già scontato la pena sono stati liberati ed han fatto ritorno in Italia, a Napoli.

GER

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