Signoraggio contro Gheddafi

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Libia Dinaro d'oro Ливия Золотой динар

In questi ultimi tempi sono in molti a domandarsi se il conflitto in Libia sia realmente la lotta del bene contro il male; dove il bene è rappresentato dalla coalizione NATO insieme agli Stati Uniti ed il male il regime di Gheddafi. Poco si sapeva della Libia e di come vivono i cittadini in questo Stato. La propaganda americana, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, come i Social network, FaceBook, Twitter e l’enciclopedia libera Wikipedia, ha raggiunto gli obbiettivi, dando al mondo intero una visione assai distorta della realtà. Ecco il nuovo metodo per approntare una rivoluzione colorata, pilotata dall’esterno, e cioè dalle intelligence di altri Paesi.

Web2.0 e le rivoluzioni colorate
Le precedenti rivoluzioni colorate si preparavano sul territorio interessato, attraverso Onlus compiacenti e persone sul campo; oggi invece, oltre a questi strumenti, si va ad aggiungere un metodo molto più potente per la diffusione di notizie della cosiddetta propaganda. Gruppi su FaceBook amministrati da qualcuno che sa già cosa dovrà dire e scrivere, modifiche alle pagine di Wikipedia con l’introduzione di nuove voci a tema; voci create seguendo fonti da media di Paesi “di parte” nel conflitto. Questo lavoro è svolto da qualcuno che sta 24 ore su 24 a controllare i cambiamenti delle suddette pagine; se fate il tentativo di cambiare o aggiungere del contenuto ad una di esse – citando ovviamente fonti autorevoli ma non “di parte” e se il contenuto non è “in linea” con la propaganda – allora vedrete che nel giro di pochi minuti quelle voci ritorneranno esattamente come erano prima dei cambiamenti. L’unica via per leggere l’enciclopedia Wikipedia senza queste forme di propaganda è di conoscere la lingua russa; le pagine di Wikipedia in russo sono meno soggette alle modifiche da parte di questi gruppi al soldo dei servizi di intelligence straniere, come CIA, Mi6 e Mossad.

Il dinaro d’oro, la moneta di Gheddafi, sovvertirebbe l’economia mondiale:

Le ragioni del conflitto in Libia
Delle ragioni che hanno determinato la guerra in Libia, con l’attacco improvviso della coalizione contro i libici e Gheddafi – ovvero oggi lo chiamerei il tentativo di golpe ai danni di Muammar Gheddafi – ne ho già parlato in due articoli che trovate collegati a questa pagina. Che il conflitto nasca dall’insuccesso del golpe in stile rivoluzione colorata è un dato di fatto. Ricorderete, giusto per fare un esempio, i rivoltosi con le bandiere nuove e perfette, issate in supporti di materiale plastico.. Non costruite di fortuna, ma bensì visibilmente prodotte da qualche industria, ovviamente non libica, che le fece arrivare sul territorio libico al momento giusto. Ricorderete anche che la guerra ha avuto inizio proprio appena dopo le dichiarazioni del figlio di Gheddafi, Saif al-Islam Gheddafi, in una video intervista affermava, a proposito della campagna elettorale del presidente francese Sarcozy, che questa era stata finanziata, occultamente, dalla Libia e che presto sarebbero state pubblicate le prove. Tra l’altro il conflitto contro la Libia è iniziato quando la città di Bengasi era alle strette, accerchiata, e stava per essere occupata dai militari libici. Cosa c’era da difendere a Bengasi di così importante? Beh direi che oramai è ovvio, Bengasi era la base di alcune intelligence presenti in Libia; inglesi, americani, francesi, italiani, danesi ed olandesi (ricorderete Gheddafi, prima del conflitto, quando affermò di aver catturato l’equipaggio di un elicottero olandese arrivato sulla costa per operazioni poco chiare). Quindi se l’esercito di Gheddafi fosse arrivato a Bengasi avrebbe stanato questi gruppi di mercenari stranieri intenti a organizzare la rivolta con il supporto di rivoluzionari, persone reclutate fra lavoratori, non libici come vorrebbero farci credere, ovvero arrivate da altri Paesi confinanti come Tunisia ed Egitto. Bisogna fare un piccolo passo indietro per scoprire che Gheddafi aveva alzato, o aveva intenzione di inasprire, il prezzo che pagano le compagnie estere che estraggono il petrolio in Libia.

L’Italia entra in guerra
In questo scenario anche l’Italia è entrata in guerra contro la Libia andandosi ad affiancare alle forze della NATO; i motivi sono molteplici e tra questi ne sottolineo due. Primo, il fatto della grande opportunità economica per l’erario dello Stato, che in Italia ogni volta che aumenta il petrolio e, di conseguenza, i carburanti, i prezzi non vengono poi successivamente ridimensionati appena è passata la bolla speculativa; ciò si traduce in maggiori entrate fiscali. Secondo; l’ENI, azienda sovranazionale, probabilmente è tra quelle che prima del conflitto aveva concluso contratti di acquisto del greggio a prezzi inferiori agli attuali, e già starebbe incassando queste plusvalenze. Inoltre ENI è molto facile che miri a spartirsi la torta energetica libica con gli alleati, non appena il conflitto verrà a cessare.

Dinaro d’oro, la moneta di Gheddafi
Ebbene oggi, tra queste motivazione del conflitto ai danni della Libia, si aggiunge qualcosa di nuovo; ovvero il tentativo di stroncare, ancor prima del nascere, l’attuazione di un progetto di Gheddafi, quello di introdurre una nuova moneta, il dinaro d’oro, come valuta dei Paesi aderenti all’Unione africana.

I ribelli in Libia sono terroristi di al-Qaeda, USA e coalizione NATO intendono armarli; sono degli irresponsabili:

Il dinaro d’oro avrebbe messo al bando, impoverendoli, il dollaro americano e l’euro, divenendo in breve una moneta più apprezzata dal mondo arabo, africano, e non solo da questi, per gli scambi commerciali in quell’area. Nel progetto era previsto di utilizzare il dinaro d’oro anche per i pagamenti delle risorse energetiche, come il petrolio; ciò avrebbe obbligato Stati come America, Italia, Francia, Spagna e molti altri, a tenere provvista di questa nuova moneta per le transazioni con i Paesi dell’Unione africana. Sarebbe a dire che il dinaro d’oro avrebbe impoverito l’economia di quelle nazioni che ancora utilizzano carta straccia (dollari ed euro) negli scambi commerciali. Ed ecco quindi un’altra delle ragioni per cui gli USA, gli angloamericani, ed i Paesi NATO hanno iniziato le ostilità e la guerra contro la Libia con la precisa intenzione di colpire Gheddafi, eliminandolo.

Solite falsità all’americana, ovvero le americanate
Si potrebbe già scommettere che se le cose andranno come in Iraq, con lo sbarco a terra dei militari NATO, questi non occuperebbero il territorio a difesa dei civili, bensì andrebbero a difendere obbiettivi strategici; oleodotti e gasdotti, proprio come è successo in Iraq.

L’introduzione del dinaro d’oro, valuta ideata da Muammar Gheddafi, avrebbe sovvertito l’economia mondiale, il sistema del signoraggio, basato su un criterio monetario fasullo e non più in mano agli Stati, ma bensì dei grandi gruppi e colossi bancari internazionali, o meglio direi sovranazionali.

Adesso che gli Stati Uniti, stando alle loro dichiarazioni, hanno per le mani il computer di Osama bin Laden, incolpare Gheddafi di qualcosa per metterlo al bando agli occhi della comunità internazionale sarà molto più facile. Aspettiamoci quindi il momento in cui Muammar Gheddafi sarà inserito nella lista d’eccellenza dei ricercati internazionali da parte degli Stati Uniti d’America.

GER

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